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Gatto, lingua come una spazzola flessibile. Ispirerà i robot che…

ROMA – Chiunque sia stato leccato da un gatto, conosce la sensazione di “carta vetrata” che si percepisce quando il quattro zampe usa la sua flessibile lingua. Secondo una nuova ricerca, presentata al 69° meeting annuale dell’American Physical Society Division of Fluid Dynamics, i piccoli uncini sulla lingua del gatto catturano tutto ciò che resta aggrovigliato o incastrato sul pelo, trasformandosi in una vera e propria spazzola.

“Le normali spazzole per capelli vanno pulite a mano, i capelli si raccolgono e formano uno spesso strato che va rimosso. I gatti, invece, hanno queste spine flessibili che rendono più facile la pulizia” spiega Alexis Noel, dottorando in ingegneria meccanica del Hu Biolocomotion Lab del Ge Tech.

Quando non sono usate, le spine si appiattiscono contro il palato, configurazione perfetta affinché si muovano in una sola direzione, permettendo ai peli di essere rimossi al primo “colpo”. I ricercatori hanno analizzato la lingua del gatto durante la toelettatura, per capirne la forma e la flessibilità più da vicino, e hanno scoperto che il tessuto è ricoperto da tanti piccoli uncini. “In termini di forme e affilatura, ricordano gli artigli del gatto. Inoltre, abbiamo scoperto che la lingua si pulisce da sola quando è in azione su una superficie” ha spiegato Noel.

Queste implicazioni potrebbero rivelarsi utili per la costruzioni di parti robotiche, dal momento che gli scienziati, da tempo, cercano un materiale che sia morbido ma che abbia al tempo stesso una sorta di presa, e la risposta potrebbe trovarsi proprio nella lingua del gatto. “Stiamo cercando di ricreare una superficie che sia ispirata agli uncini che il felino ha sulla lingua, ci piacerebbe studiare anche quelle di altri animali come le tigri, i leoni o animali molto grandi” ha spiegato Noel.


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