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iPhone prodotti dai robot: l’ultima idea della Foxconn

PECHINO – Il prossimo iPhone sul mercato potrebbe essere stato costruito da un robot. La Foxconn, multinazionale cinese che produce dispositivi elettronici per colossi come Apple, Samsung e Microsoft, ha infatti sostituito 60mila persone che lavoravano nelle fabbriche cinesi con dei robot.

Xu Yuliwn, capo dipartimento della Foxconn, ha detto al South China Morning Post: “Grazie all’introduzione dei robot la fabbrica ha ridotto la propria forza lavorativa da 110.000 a 50.000 unità, diminuendo così il costo della manodopera”.

Un rappresentante della Foxconn ha spiegato alla BBC che i posti di lavoro si stanno effettivamente automatizzando, ma ciò non significa una perdita in massa del proprio lavoro. La Foxconn ha dichiarato inoltre, che i robot permettono ai lavoratori di concentrarsi maggiormente sugli “elementi di valore aggiunto nel processo di produzione” quali la ricerca, lo sviluppo e il controllo di qualità.

La notizia non è stata la benvenuta fra coloro che sostengono che un aumento dei robot nei posti di lavoro potrebbe portare a un consistente tasso di disoccupazione.

All’inizio di questa settimana Ed Rensi, ex CEO di McDonald USA, ha detto a Fox Business che l’acquisto di un robot al costo di 35.000 dollari è effettivamente più economico di un lavoratore pagato 15 dollari l’ora, un incremento del salario minimo che molti hanno richiesto negli Stati Uniti.

Da decenni i robot vengono utilizzati nelle fabbriche, ma non per svolgere compiti base. Con il perfezionamento di tecnologie come la computer vision (che permette loro di vedere e percepire il mondo come esseri umani) e il machine learning (che consente l’insegnamento di un’attività invece della programmazione) è molto probabile che saranno in grado di eseguire lavori sempre più complessi.

Ad oggi, gran parte dei magazzini della società Amazon è automatizzata e la società sta sviluppando dei robot in grado di eseguire compiti senza l’aiuto umano. La Foxconn è stata criticata in passato per le dure condizioni imposte ai propri lavoratori. Ci sono stati diversi suicidi e la società ha dovuto installare delle reti di sicurezza per evitare che gli operai si lancino dai tetti della fabbrica.


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