Scienza e Tecnologia

Mappa Radon, le aree a rischio per il gas radioattivo

MILANO – Una mappa del rischio radon per spiegare quali sono le aeree più pericolose a causa del gas radioattivo, che ogni anno in Italia causa 6mila morti.  A redigere la mappa del radon nella provincia della Brianza sono stati i ragazzi dell’Istituto Greppi di Monticello Brianza, in provincia di Lecco, che hanno eseguito le rilevazioni e pubblicato online i risultati ottenuti. Le mappe inoltre possono essere aggiornate in tempo reale da ogni utente che effettui una nuova misurazione, aumentandone così la precisione di volta in volta.

Leila Codecasa sul Corriere della Sera scrive che gli studenti hanno creato una vera e propria mappa del rischio rilevando le concentrazioni del pericolo gas radioattivo naturale:

“Questo gas, proveniente dal decadimento dell’uranio presente nelle rocce, nel suolo e nei materiali da costruzione, uccide più dello smog o degli incidenti stradali: in Italia circa 6000 persone all’anno muoiono per averne respirato inconsapevolmente quantità eccessive. Ebbene, i ragazzi del Greppi hanno creato due «radon map» costruite inserendo i dati delle oltre 320 rilevazioni già effettuate in questi mesi.

In una unendo i risultati dei punti si ottengono i risultati complessivi delle aree esaminate, nell’altra invece sono elencati tutti i punti rilevati con i risultati di dettaglio. La scuola infatti sta portando avanti dallo scorso anno scolastico un progetto per mappare il territorio e per far conoscere ad altri studenti, alle famiglie, alle istituzioni, i danni causati dal gas. Oltre duecento i ragazzi coinvolti, ciascuno con un suo ruolo: alcune classi con i rispettivi insegnanti hanno curato la parte scientifica (una sessantina di alunni in tutto), altre si sono occupate di quella informatica (con i docenti Gennaro Malafronte e Pietro Petracca).

La mappa nasce dal progetto Scuola e casa a misura di radon, finanziato dalla Fondazione Cariplo e portato avanti dal professore di fisica della scuola, Valter Giuliani, che ha raccontato al Corriere:

“«Monitorare con strumenti adeguati – racconta Giuliani – e sensibilizzare l’opinione pubblica verso un problema ancora poco noto che davvero può incidere sulla qualità di vita delle persone. Chiunque può unirsi, anzi può contribuire a far crescere questa ricerca che è utile per un territorio vasto e densamente popolato». I primi risultati parlano chiaro: la zona intorno a Monza e quella della valle del fiume Adda a sud di Lecco vicino a Merate sono le più a rischio: «Si sta rivelando dipendente da numerosi fattori – continua Giuliani – quali la natura del suolo, l’area geografica e la tipologia di edificio. Ad esempio, sono state individuate delle aree dove la concentrazione risulta ben al di sopra della media, come la zona del “monzese” e del “meratese”. Invece, in merito ai tipi di abitazione, risultano maggiormente “a rischio” gli edifici vecchi, con spesse mura in pietra o quelli che hanno locali a diretto contatto con il terreno».

Non solo le mappe sottolineano le zone a rischio, ma sono state create in modo tale che ogni utente sul web possa aggiornarle in tempo reale:

“«Ma la nostra informazione – spiegano le due insegnanti Anna Rosa Besana e Rossella Gattinoni – non è solo virtuale: in questo anno scolastico i nostri alunni spiegheranno in altre scuole e in occasioni pubbliche il progetto. Tali conferenze verranno realizzate dai ragazzi utilizzando i dati raccolti nella prima annualità e i supporti elaborati nella seconda ovvero video, mappe interattive, locandine informative». E per chi volesse saperne di più il sito, nella sezione «progetto», mostra anche tutte le attività svolte dagli studenti, tra le quali numerosi filmati informativi realizzati dagli alunni sui vari aspetti del problema radon”.

Mappa_Radon_aree_ rischio_gas_radioattivo

La mappa del radon

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