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Marte era abitabile: 3,1 miliardi di anni fa il cambiamento climatico che l’ha desertificato

Marte era abitabile: 3,1 miliardi di anni fa il cambiamento climatico che l'ha desertificato

Marte era abitabile: 3,1 miliardi di anni fa il cambiamento climatico che l’ha desertificato

ROMA – Un pianeta ricco di acqua, fresco e abitabile. Così appariva Marte tra 3,8 e 3,1 miliardi di anni fa, quando il fondo del cratere Gale ospitava un bacino di acqua allo stato liquido. Poi iniziò il cambiamento climatico che ha prosciugato il lago e l’ha desertificato, fino a renderlo inospitale per la vita. Questo il risultato dei 1300 giorni di esplorazione marziana da parte del rover Curiosity della Nasa, che ha permesso di analizzare il suolo marziano tra il 2012 e il 2016.

Elena Dusi su Repubblica scrive che il pianeta rosso è stato abitabile per almeno 700 milioni di anni e i risultati dell’analisi dei dati raccolti da Curiosity sono stati pubblicati in uno studio sulla rivista Science. A condurre le ricerche Joel Hurowitz, della Stony Brook University, e Roger Wiens, planetologo del Los Alamos National Laboratory, che hanno spiegato come il cratere di Gale alle pendici del Monte Sharp, che si estende per 150 chilometri, era miliardi di anni fa un bacino d’acqua florido:

“Questo tipo di stratificazione è comune anche nei laghi sulla Terra. I diversi tipi di ambiente potrebbero aver offerto a diversi tipi di microbi l’opportunità di sopravvivere”. All’inizio, intorno a 3,8 miliardi di anni fa, il cratere di Gale ospitava dunque un lago non troppo diverso da quelli cui siamo abituati, con un’acqua teoricamente potabile e diversi fiumi che lo alimentavano. Con il passare dei milioni di anni, Curiosity ha notato nelle rocce l’aumento della presenza di sale. Segno che il clima da fresco è diventato temperato e ottimale per la vita, ma poi ha iniziato a surriscaldarsi un po’ troppo, provocando l’evaporazione dell’acqua. Intorno a 3,1 miliardi di anni fa il bacino si era ormai prosciugato e il pianeta era diventato un deserto inospitale. La causa di questi cambiamenti, con tutta probabilità, è da cercare in un’alterazione delle condizioni dell’atmosfera, che si è dispersa completamente nello spazio dopo l’indebolimento del campo magnetico di Marte.

Nel 2020, se tutto andrà bene, sul pianeta atterrerà il successore di Curiosity, il rover europeo e russo della missione ExoMars. Dotato di un trapano e di un piccolo laboratorio chimico, il robot potrà cercare tracce di vita passata nel sottosuolo marziano, al riparo dalle radiazioni che provengono dallo spazio e piovono sulla superficie di Marte con tutta la loro energia, senza un’atmosfera che faccia da schermo”.

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