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Maschio competitivo: essere appariscenti può portare all’estinzione

LONDRA  –  La maledizione del maschio competitivo nel mondo animale: essere appariscenti aiuta nella conquista delle femmine ma può portare all’estinzione della specie.

La folta criniera del leone, le esuberanti corna del cervo e la ruota appariscente del pavone sono meraviglie della natura. Caratteristiche vistose che, così come i violenti combattimenti dei maschi, sono mirate a conquistare le femmine più attraenti della specie.

Tuttavia, secondo un nuovo studio i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Animal Ecology, gli aggressivi combattimenti e lo sfoggio di esuberanza espongono questi animali a un maggior rischio estinzione.

I ricercatori affermano che quando il gruppo è numeroso e le cose vanno bene, impegnarsi in combattimenti aggressivi e sfoggiare spettacolari “ornamenti” per i maschi è una buona tattica. Contribuisce ad assicurare che il maschio con i migliori geni attragga la femmina migliore e si riproduca. Ma quando il gruppo è meno numeroso, mettersi in mostra in modo aggressivo può costare un caro prezzo e aumentare le probabilità di estinzione.

I ricercatori della Queen Mary University School of Biological and Chemical Sciences di Londra hanno utilizzato un modello computerizzato per valutare se questi animali selezionati ses**almente “potrebbero essere maggiormente in grado di fronteggiare i cambiamenti nell’ambiente, come ad esempio l’aumento delle temperature o acidità”.

Hanno scoperto che i maschi che si impegnano in combattimenti appariscenti, si adattano rapidamente a nuovi ambienti e hanno meno probabilità di estinguersi. In una popolazione meno numerosa della specie, la presenza di maschi competitivi, dà al gruppo più probabilità di estinguersi. E questo perché i maschi per impegnarsi nelle competizioni pagano un prezzo alto: investono parecchie energie e poi diventano più vulnerabili nei confronti di altri predatori, riportano ferite o nei combattimenti vengono uccisi da altri maschi. Quando in un gruppo ci sono più di 100 animali della specie questo ha un impatto relativo ma quando è al di sotto dei 50 è più probabile l’estinzione.

“I risultati dello studio”, afferma il co-autore Rob Knell, “seppure teorici sono rilevanti per il mantenimento di una grande varietà di specie”. “La selezione sess**ale è molto comune ed è responsabile delle molte spettacolari caratteristiche che notiamo negli animali; i risultati aiuteranno gli ambientalisti a valutare le vulnerabilità di alcune specie in relazione al riscaldamento globale, l’acidificazione degli oceani e parecchie altre minacce”.


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