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Monte Ortles, dopo 7.000 anni si muove il ghiacciaio: “Colpa del riscaldamento”

L'Ortles visto dal Passo dello Stelvio (foto Wikipedia)

L’Ortles visto dal Passo dello Stelvio (foto Wikipedia)

ROMA – Per la prima volta da settemila anni l’enorme ghiacciaio del monte Ortles ha cominciato a muoversi. Il monte Ortles è una delle montagne più alte della catena alpina. La cima, a 3.905 metri di quota, si trova al confine tra la Lombardia e l’Alto Adige.

Lo hanno scoperto ricercatori italiani dell’Idpa-Cnr insieme a un team internazionale dell’Università dell’Ohio esaminando carotaggi fatti sul ghiacciaio nel 2011. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista The Cryosphere. Secondo i ricercatori, la rapida fusione dei ghiacci è connessa al surriscaldamento globale: “i ghiacciai alpini si stanno ritirando velocemente a causa dell’intensa fusione legata al riscaldamento atmosferico”, spiega Paolo Gabrielli, ricercatore presso l’Università dell’Ohio e responsabile dello studio. “Il movimento del ghiaccio più profondo – continua Gabrielli – potrebbe essere causato dalle infiltrazioni dell’acqua, a partire dai margini rocciosi a monte del sito di perforazione, e dal fatto che ora quest’acqua, durante le estati eccezionalmente calde, stia lubrificando la parte basale del ghiacciaio”.

I risultati della ricerca indicano infatti che il ghiacciaio dell’Ortles, come lo conosciamo oggi, si formò circa 7.000 anni fa, alla fine del cosiddetto ‘Ottimo Climatico’ dell’emisfero settentrionale, un periodo particolarmente caldo durante il quale i ghiacciai alpini si ritirarono fino a quote elevate.

Successivamente, l’inizio di un periodo più fresco, conosciuto come Neoglaciale, contribuì a far accumulare neve e ghiaccio sul suolo nuovamente congelato nei pressi della cima all’Ortles. E’ stato durante questo nuovo periodo climatico che 5.300 anni fa venne sepolta anche la mummia di Oetzi, Uomo di Similaun, a 3.210 metri di quota, fino allo scioglimento del ghiaccio nell’estate del 1991.

 

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