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Nasa: scoperti altri 1200 pianeti, sono 3200 i mondi alieni

ROMA – Si impenna a più di 3.200 il numero dei mondi alieni, ossia dei pianeti esterni al Sistema Solare finora verificati. Ai 2.000 finora noti si aggiungono infatti i 1.284 scoperti dal telescopio spaziale Kepler e annunciati questa sera dalla Nasa in una conferenza stampa.
Degli oltre 5.000 candidati pianeti, il cui ‘status’ non è ancora stato confermato, quelli che sicuramente sono mondi in orbita intorno ad altre stelle sono più di 3.200, dei quali 2.325 sono stati scoperti dal telescopio spaziale Kepler.

Dei 1.284 pianeti scoperti dal telescopio Kepler, 550 potrebbero essere simili alla Terra. Sono infatti relativamente piccoli e forse rocciosi. Di questi, inoltre, 9 potrebbero trovarsi nella cosiddetta “zona abitabile”, potrebbero cioè trovarsi alla ‘giusta’ distanza dalla loro stella perchè sulla loro superficie possa scorrere acqua liquida, primi requisito per ospitare forme di vita.

Ai 2.000 finora noti si aggiungono i 1.284 appena scoperti dal telescopio spaziale Kepler, che rappresentano il ‘bottino’ più pesante mai realizzato in un colpo solo dalla Nasa. ”Con questo annuncio il numero dei pianeti confermati da Kepler è più che raddoppiato”, afferma Ellen Stofan, direttore scientifico della Nasa. ”Questo – aggiunge – ci fa sperare che in qualche posto là fuori, intorno ad una stella simile alla nostra, potremmo eventualmente scoprire un’altra Terra”.

Nella Via Lattea i pianeti potrebbero essere più numerosi delle stelle, hanno affermano gli esperti della Nasa, presentando il vero e proprio ‘bottino’ di mondi alieni scoperto dal telescopio spaziale Kepler.
”Prima che del lancio del telescopio spaziale Kepler – ha affermato Paul Hertz, direttore della divisione di astrofisica della Nasa – non sapevamo se i pianeti esterni al Sistema Solare fossero rari o comuni nella galassia. Grazie a Kepler e alla comunità dei ricercatori, ora sappiamo che ci potrebbero essere più pianeti che stelle: un’informazione utile per le missioni future che ci porteranno più vicini a scoprire se siamo soli nell’universo”.