Scienza e Tecnologia

Nasa, scoperti 7 nuovi pianeti: “Simili alla Terra, in fascia abitabile”

Nasa, scoperto un nuovo sistema planetario: la Terra ha sette "sorelle"

ROMA – A 39 anni luce dalla Terra c’è un sistema solare molto simile al nostro con almeno tre pianeti nei quali potrebbe esserci vita. E’ la clamorosa scoperta annunciata dalla Nasa grazie alle osservazioni fatte con il Telescopio spaziale Spitzer.

E’ il primo sistema noto di sette pianeti simili alla Terra che ruotano intorno a una sola stella, la nana fredda TRAPPIST-1. Tre di questi pianeti sono saldamente collocato nella zona abitabile, l’area intorno alla stella madre in cui un pianeta roccioso ha più probabilità di avere acqua allo stato liquido.

La scoperta segna un nuovo record per il maggior numero di pianeti abitabili intorno a una singola stella al di fuori del nostro sistema solare. Tutti questi sette pianeti potrebbe avere acqua liquida – chiave per la vita come la conosciamo – in condizioni atmosferiche giuste, ma le probabilità sono più alte nei tre nella zona abitabile.

“Questa scoperta potrebbe essere un pezzo significativo nel puzzle che dobbiamo comporre per trovare ambienti abitabili, luoghi che siano favorevole alla vita”, ha detto Thomas Zurbuchen, amministratore associato della Science Mission Directorate dell’agenzia a Washington. “Rispondere alla domanda ‘siamo soli’ è una priorità della scienza superiore e di trovare così tanti pianeti come questi per la prima volta nella zona abitabile è un notevole passo in avanti verso questo obiettivo”.

E’ stato l’ateneo britannico ad avere la gestione del telescopio robotico che, da terra, ha fornito un sostegno fondamentale alle operazioni della Nasa. Il telescopio, situato a La Palma, nelle isole Canarie, è il più grande del mondo nel suo genere ed è molto sensibile ai piccoli mutamenti nella luminosità delle stelle, riuscendo a intercettare quelli inferiori all’1%. E’ proprio così che vengono scoperti gli esoplaneti, ovvero i pianeti esterni al sistema solare: rilevando i piccoli oscuramenti frutto dell’orbita del corpo che, ruotando intorno alla propria stella, ne smorza leggermente la luce emessa.

Trappist-1 emette una luce duemila volte più fioca di quella del sole e ha dimensioni di poco superiori a quelle di Giove ma deve apparire enorme vista dai suoi pianeti, che hanno orbite così strette da impiegare dai due ai venti giorni per completare il giro intorno all’astro.

“La stella è così piccola e fredda che i sette pianeti sono temperati, il che significa che potrebbero ospitare un po’ di acqua liquida e forse vita sulla superficie”, ha affermato Michael Gillon, astrofisico dell’università di Liegi. I ricercatori sperano di poter scoprire “entro dieci anni” se ci sia o meno vita sugli esoplaneti scoperti. “Credo che abbiamo compiuto un passo cruciale nello scoprire se ci sia vita là fuori”; ha dichiarato Amaury Triaud dell’istituto di astronomia dell’università di Cambridge, “se la vita è riuscita a prosperare e generare gas in maniera simile a quanto accade sulla Terra, lo scopriremo”.

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