Scienza e Tecnologia

Nobel Fisica 2017 a Kip Thorne, Ray Weiss e Barry Barish, hanno scoperto le onde gravitazionali. In Italia

Nobel Fisica 2017 a Kip Thorne, Ray Weiss e Barry Barish, hanno scoperto le onde gravitazionali. In Italia

Nobel Fisica 2017 a Kip Thorne, Ray Weiss e Barry Barish, hanno scoperto le onde gravitazionali. In Italia

ROMA – Nobel per la Fisica 2017 agli scopritori delle onde gravitazionali Kip Thorne, Ray Weiss e Barry Barish. Il premio Nobel per la Fisica 2017 è stato assegnato agli scopritori delle onde gravitazionali: i premiati sono i teorici Kip Thorne, Ray Weiss e Barry Barish, visto che il premio può essere tradizionalmente assegnato solo a singoli ricercatori e non a organizzazione di ricerca. A vedere le onde gravitazionali sono state in effetti le due grandi collaborazioni internazionali Ligo e Virgo.

Una vittoria che un po’ ci riguarda: per la prima volta un segnale prodotto dalle onde gravitazioni è stato misurato dal ‘coro’ di strumenti formato dall’osservatorio europeo Virgo, che si trova in Italia e al quale il nostro Paese partecipa con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) insieme al Consiglio Nazionale delle Ricerche francese (Cnrs), e dai due rivelatori americani Ligo. L’annuncio, a Torino, ha aperto in bellezza il G7 Scienza.

E’ il quarto segnale del genere catturato da quando sono state scoperte le onde gravitazionali, ma il primo ad essere intercettato e localizzato esattamente dai tre rivelatori. “Questo straordinario traguardo della fisica, che oggi al G7 Scienza viene comunicato assieme dalle due collaborazioni Ligo e Virgo, è per tutti noi motivo di grande soddisfazione”, aveva detto il ministro per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Valeria Fedeli. Soddisfatto anche il presidente dell’Infn, Fernando Ferroni, per il quale “la prima rivelazione di un’onda gravitazionale da parte di tutti e tre gli interferometri rappresenta lo straordinario successo di un esempio virtuoso di collaborazione su scala globale”.

Da una riva all’altra dell’Atlantico, i tre rivelatori funzionano all’unisono come un solo strumento potentissimo, grazie al quale adesso è possibile non soltanto guardare lontano nell’universo, ma osservarne un grande volume in cerca del suo lato più misterioso, quello degli eventi catastrofici che generano le onde gravitazionali, come increspature e vibrazioni che attraversano lo spaziotempo fino a noi.

Hanno visto così il segnale emesso nei momenti finali della fusione di due buchi neri dalla massa di 31 e 25 volte quella del Sole e distanti fra loro circa 1,8 miliardi di anni luce. La fusione ha generato un unico buco nero da 53 masse solari: ciò significa che circa tre masse solari sono state convertite in energia sotto forma di onde gravitazionali. L’astronomia appena nata si chiama “multimessaggero”, basata sull’analisi di segnali diversi, messaggeri cosmici di fenomeni ancora sconosciuti.

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