Scienza e Tecnologia

Parker Solar Probe, la missione Nasa per prevedere le tempeste solari

Parker Solar Probe, la missione Nasa per prevedere le tempeste solari

Parker Solar Probe, la missione Nasa per prevedere le tempeste solari

ROMA – Prevedere le tempeste solari che causano i blackout sulla Terra. La nuova missione della Nasa per esplorare l’atmosfera del Sole partirà dal pianeta il 31 luglio 2018 e si concluderà il 14 giugno 2025. L’obiettivo ambizioso è quello di avvicinarsi a soli 6 milioni di chilometri dalla stella, arrivando in una zona dove nessun oggetto terrestre è mai entrato prima. La missione è stata dedicata all’astrofisico americano Eugene Parker ed è stata presentata all’Università di Chicago il 31 maggio.

La sonda dovrà affrontare e resistere alle altissime temperature del Sole, che superano anche i 1700 grandi, e non raggiungerà la superficie dell’astro ma si fermerà nella corona solare, la zona dell’atmosfera in cui il calore risulta essere maggiore e che si estende per decine di milioni di chilometri dalla superficie della stella. Proprio questa anomalia incuriosisce gli scienziati e raggiungere la zona non sarà facile e richiederà 7 anni di viaggio.

Gli scienziati della Nasa hanno spiegato che per far sì che la sonda arrivi nella corona solare, dovrà passare per 7 volte intorno al pianeta Venere che agirà come un “fionda” per permettere l’avvicinamento. Il lancio è previsto per il 31 luglio 2018 e già nel mese di novembre la sonda arriverà a 24 milioni di chilometri dal Sole, una distanza che è inferiore a quella che c’è tra la stella e il pianeta Mercurio, il più vicino del sistema solare.

Parker Solar Probe trasporta a bordo una serie di sofisticatissime apparecchiature: spettrometri, strumenti per la misurazione delle onde generate dal plasma solare e una fotocamera per scattare immagini ad alta definizione della superficie del Sole. La presentazione della nuova missione Nasa, dedicata all’astrofisico Parker che era presente all’annuncio, è stata decisamente emozionante, come ha commentato Thomas Zurbuchen, amministratore associato alla Direzione Scientifica della NASA di Washington:

“E’ la prima volta che la Nasa ha battezzato una nave spaziale per un individuo vivente. È una sorta di ringraziamento per l’importanza dei suoi studi. Personalmente sono molto contento di onorare un grande uomo e un grande scienziato”.

Anche il professor Parker ha avuto la possibilità di commentare la missione e si è detto emozionato e onorato:

“La sonda esplorerà una zona dello spazio mai toccata prima d’ora. E’ molto emozionante, finalmente potremo darci un’occhiata da vicino per capire come si genera e cosa accade nel vento solare. Ma sono anche sicuro che ci saranno tante sorprese. Quelle non mancano mai”.

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