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Un pesce è l’antenato dell’uomo: come il neoceratodo abbandonò l’oceano

ROMA – L’evoluzione dell’uomo comincia dall’oceano con i neoceratodo. Questo pesce dotato di polmoni poteva vivere al di fuori dell’acqua per periodi anche estesi. Unica creatura che è sopravvissuta nei secoli, lo studio di questo pesce potrà rivelare come l’antenato dell’uomo ha abbandonato gli oceani per colonizzare la terraferma.

Gli avi di questa specie di pesci si evolverò molto probabilmente nei tetrapodi, creature con quattro zampe che segnarono la transizione dalla vita nell’oceano a quella sulla terra. Dimostrare questa relazione evolutiva non è stato semplice, perché i fossili a disposizione dei ricercatori non conservano i tessuti molli, dunque non è stato ad oggi possibile studiare l’evoluzione muscolare delle gambe “primitive”.

Uno strumento nelle mani dei ricercatori è costituito dallo studio delle differenze tra i muscoli delle gambe dei neoceratodi e dei pesci cartilaginei, che sono primitivi ma decisamente più ai primi neoceratodi che presentavano una struttura ossea. Analizzando il codice genetico di tali pesci con polmoni, dei veri e propri fossili viventi, è stato possibile tracciare la migrazione dei precursori di muscoli durante lo sviluppo dell’animale e determinare come si sviluppano determinati distretti muscolari specifici.

Lo studio ha mostrato come la pinna pelvica si modifichi permettendo un movimento sia nelle acque degli oceani che sulla terraferma. Peter Currie ha spiegato che “Gli uomini sono solo dei pesci modificati. Il genoma dei pesci non differisce vastamente dal nostro. Abbiamo mostrato il meccanismo di formazione del muscolo pelvico i pesci con scheletro osseo che sono l’anello mancante nella catena evolutiva tra i primitivi squali e i nostri antenati tetropodi”.


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