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Polizia: nel 2030 intelligenza artificiale per prevenire i crimini. Minority Report diventa realtà

LONDRA –  Grazie a telecamere di sorveglianza e droni-poliziotto le città di tutto il mondo, per quanto riguarda la sicurezza pubblica, si avvalgono già dell’ intelligenza artificiale.  Secondo un recente report, questo tipo di intelligenza potrà presto fare un ulteriore passo avanti per aiutare la polizia a prevenire i crimini ancor prima che accadano.  Nonostante la tecnologia abbia un impatto positivo sulla prevenzione del , potrebbe però mettere milioni di lavoratori a rischio.

Lo scenario dipinto nel film Minority Report potrebbe diventare realtà.

Il report, chiamato “intelligenza artificale e vita nel 2030″, spiega che entro tale data sarà possibile prevedere atti vandalici prima che avvengano; la relazione, scrive il Daily Mail, spiega che il machine learning, tecnica già in uso che permette ai computer di apprendere da soli, potrebbe avere importanti implicazioni per la lotta alla criminalità .
Ma i ricercatori mettono in guardia su questo tipo di metodo, che nonostante sia di grande aiuto alla polizia per catturare i criminali, nel tempo potrebbe trasformarsi in una “presenza prepotente e pervasiva”.

Secondo il report, questo tipo di strumenti di predizione artificiale, lavorerà identificando le tendenze nei crimini pre-esistenti. Per esempio, le telecamere di sorveglianza potrebbero inviare un avviso alla polizia quando una persona resta per un certo tempo in un vicolo buio, il che suggerisce che dì lì a poco potrebbe compiere un . “Il machine learning migliora le capacità di previsione dei reati, dove e quando è più possibile che accadano e chi potrebbe commetterli”, spiegano i ricercatori.

Sarà proprio la società a decidere se accettare o fare resistenza a questo tipo di tecnologie di intelligenza artificiale. “Se la società si avvicina a queste tecnologie con paura e sospetto, impedirà un lavoro importante, che garantisce la sicurezza e l’affidabilità delle tecnologie di intelligenza artificiale. Se, invece, ci si avvicina con una mente più aperta, le tecnologie emergenti, nei prossimi decenni, potrebbero profondamente trasformare la società al meglio”.