Blitz quotidiano
powered by aruba

Samantha Cristoforetti, una donna un po’ speciale racconta

Per tutti è #AstroSamatha. Una donna che dà un valore intenso all’ 8 marzo. La donna che ci ha fatto sognare col naso all’insù, immaginando di essere con lei tra le stelle. L’ astronauta che è riuscita nell’ardua impresa di risvegliare l’orgoglio nazionale nel cuore degli italiani. C’è un asteroide (15006 Samcristoforetti) che porta il suo nome. Già questo sarebbe sufficiente per capire quanto sia speciale questa donna. Samantha Cristoforetti, classe ’77, ingegnere, aviatrice, astronauta militare italiana, prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea, Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, Dama di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. Oggi, 8 marzo, Festa della Donna, Samantha Cristoforetti racconta la sua esperienza nello spazio, con semplicità e passione. Per tante donne, pur senza andare nello spazio, la vita è una missione spaziale, anche se non si allontanano quasi mai da casa.

Com’è iniziato tutto, ha guardato il cielo di notte da bambina ed ha detto “Un giorno andró lassù!”?

Ho sempre voluto fare l’astronauta. Non ricordo con precisione quando presi questa decisione. Da bambina amavo letture di fantascienza e libri di avventura in generale. Questa passione unita al mio forte interesse per la scienza, la tecnica e il volo hanno consolidato questo sogno.

Sa di essere diventata un modello per tanti ragazzi e soprattutto ragazze? Lei è la prova che con l’impegno e la dedizione le capacità vengono riconosciute nonostante tutto e tutti… cosa si sentirebbe di dire loro?

A ragazze e ragazzi con cui ho il piacere di parlare dico sempre che lo studio e la dedizione sono importantissimi per raggiungere i propri obiettivi, qualunque essi siano, ma non bastano. Bisogna anche formare carattere, grinta, determinazione. Per questo suggerisco di mettersi in gioco il più possibile: nel dubbio, scegliere sempre la strada difficile!

Qual è stato il suo primo pensiero quando ha sollevato i piedi da terra verso lo spazio e quando li ha riappoggiati al suolo?

Al momento del lancio è stato tutto così intenso che ricordo solo quanto fossi impegnata a eseguire i miei compiti. Per me questo è stato il primo volo, mentre non era lo stesso per i miei compagni di viaggio, già veterani dello spazio. È stato infatti grazie al collega della NASA Terry Virts che ho avuto la fortuna di godermi la prima vista della Terra dalla Soyuz poco prima dell’arrivo in orbita. Io ero concentrata sulle procedure e lui mi ha detto “Samantha, guarda fuori!”

Il rientro  è un’esperienza dinamica e anche molto divertente. Ovviamente è divertente, se sai quello che ti aspetta, altrimenti sarebbe un’esperienza terrificante! Letteralmente rientri a terra avvolta nelle fiamme.

Lo sa che è riuscita a riaccendere negli italiani quel senso di orgoglio e di appartenenza al nostro tricolore che mancava da chissà quanto tempo? A parte la Nazionale italiana di calcio solo lei è riuscita a far tirare fuori la bandiera ai nostri connazionali..

Ringrazio davvero tutti per l’affetto dimostratomi sia durante la missione che nei mesi successivi. È stato incredibile. Mentre ero sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) me ne rendevo conto poco, perché lassù, nonostante un lento accesso ad internet, siamo piuttosto isolati. Ma al ritorno mi sono accorta di quanto la missione fosse stata seguita con entusiasmo e partecipazione.

Il momento più difficile lassù e cosa le è mancato di più di quello che aveva lasciato quaggiù.

Non ho avuto momenti difficili durante la missione. Mi sono goduta ogni singolo istante. Amavo le attività che svolgevo, che peraltro avevano anche un aspetto ludico grazie all’ambiente che l’assenza di peso genera. Come invece dico spesso quando mi fanno la domanda di cosa mi mancasse di più quando ero sulla ISS, ho una sola risposta: la sensazione di pulito data da   una vera doccia.

Se un giorno i suoi nipotini una sera davanti al camino le chiedessero la storia di nonna andata nello spazio…come gliela racconterebbe?

Come un’esperienza sorprendente e bellissima. La Terra vista dallo spazio è sensazionale, con paesaggi in continuo mutamento e sfumature di colore che mai avrei pensato di vedere. Spesso le immagini che mi si presentavano davanti sembravano infatti vere e proprie opere d’arte. La routine sulla ISS poi era stimolante e divertente allo stesso tempo. Ma anche incredibilmente gratificante. Ho avuto infatti l’enorme privilegio, che non molti hanno, di vivere nel primo vero avamposto dell’umanità nello spazio.

Le mancano le stelle?

Per fortuna le stelle sono sempre lì, nel cielo notturno! E non hanno perso neanche un po’ del loro fascino e del loro mistero. Per quanto riguarda lo spazio, non ho un carattere nostalgico, ma conto naturalmente di ritornarci!