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Samsung Galaxy Note 7. Non solo la batteria difettosa: i fatali errori

ROMA – Samsung Galaxy Note 7. Non solo la batteria difettosa: i fatali errori. Le indagini sulle cause che hanno reso ‘esplosivi’ i Galaxy Note 7 hanno causato due settimane di ritardo nello sviluppo del Galaxy S8, il prossimo modello di punta di Samsung, mettendone a rischio il lancio atteso a febbraio prossimo.

Lo scrive il Wall Street Journal in un articolo in cui definisce il richiamo di 2,5 milioni di Note 7 un “errore fatale che ha condannato il Galaxy Note”. Richiamare i dispositivi credendo, erroneamente, che il problema risiedesse nelle batterie prodotte da uno dei fornitori, è stata una “decisione affrettata, basata su prove incomplete, che poi ha costretto la compagnia a uccidere il dispositivo”, scrive il quotidiano.

Il Note 7 era inizialmente sembrato in grado di tenere testa all’iPhone 7 di Apple, e invece a causa dei telefoni infiammabili e del richiamo “pasticciato”, i leader di Samsung ora stanno “lottando per salvare la credibilità” della compagnia. “A rischio – evidenzia il Wsj – c’è l’atteso lancio a febbraio del nuovo smartphone di punta, il Galaxy S8″.

Secondo quanto trapelato in rete nelle settimane scorse, il Galaxy S8 dovrebbe essere presentato il 26 febbraio, il giorno prima dell’inizio del Mobile World Congress di Barcellona. Il lancio potrebbe tuttavia slittare perché, stando a una fonte interna a Samsung, si sarebbe creato un ritardo di due settimane nello sviluppo del telefono, dovuto al fatto che gli ingegneri di Samsung sono impegnati ad andare a fondo al problema di surriscaldamento del Note 7.

In ogni caso, la protuberanza (in inglese “bulge”) che fa prendere fuoco ai telefonini ha anche causato una perdita immediata di 5 miliardi di dollari, per non contare i 20 miliardi di capitalizzazione bruciati in Borsa. E non finisce qui: la vicenda potrebbe costare non poco a Samsung in termini di fedeltà.

Stando a un sondaggio il 40% di chi adesso possiede un telefonino Samsung in futuro non ricomprerà un dispositivo prodotto dall’azienda sudcoreana. In base all’indagine, condotta da Branding Brand l’11 e 12 ottobre su un migliaio di clienti statunitensi di Samsung, tra chi abbandonerà l’azienda il 62% passerà a un dispositivo Android di altra marca, il 30% a un iPhone e l’8% a un Pixel, lo smartphone appena lanciato da Google.