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Scoperti i geni che aiutarono l’uomo a cambiare dieta (e a conquistare il mondo)

Scoperti i geni che aiutarono l'uomo a cambiare dieta (e a conquistare il mondo)

Scoperti i geni che aiutarono l’uomo a cambiare dieta (e a conquistare il mondo)

LOS ANGELES – Ben 85.000 anni fa, quando i nostri antenati lasciarono l’Africa, per sopravvivere furono costretti a nutrirsi con alimenti a loro sconosciuti. I ricercatori ora hanno individuato i geni che hanno contribuito a far sì che i primitivi si adattassero a mangiare nuovi tipi di animali e piante che hanno reso possibile la sopravvivenza.

Le varianti dei geni che sono coinvolti nella digestione dei grassi sono state la chiave per aiutare gli esseri umani a vivere e crescere in ambienti estremi, e una nuova analisi dei geni fa pensare che gli europei si siano adattati a una dieta basata sui prodotti agricoli.

I geni FADS1 e FADS2 sono enzimi coinvolti nella digestione degli acidi grassi e Rasmus Nielsen, dell’University of California, Berkeley, al MailOnline ha detto che potrebbero aver aiutato i nostri antenati ad adottare uno stile di vita più mobile: “Gli autori che originariamente hanno osservato il modello in Africa, sostengono che potrebbe essere stato causato dal passaggio da una dieta ricca di grassi animali e legata a fonti marine a una dieta alternativa che ha permesso una maggiore mobilità; potrebbe essere quindi collegato all’espansione degli esseri umani circa 60.000/80.000 anni fa. I geni FADS sembrano essere stati frequenti bersagli nella selezione naturale, nel corso della storia dell’uomo, la dieta è cambiata in conseguenza di un nuovo tipo di caccia o agricoltura”, ha detto Nielsen.

Quando i primi esseri umani si sono spostati in nuovi ambienti, la forte selezione naturale ha agito sui geni FADS, secondo i ricercatori, “ed è cambiata in molteplici modi in diverse parti del mondo”, osserva Nielsen.  “In generale, abbiamo notato che la selezione ha favorito gli alleli associati a una dieta ricca di grassi animali ma al di fuori dell’Africa più che al suo interno; probabile che gli uomini, quando si sono spostati hanno avuto più probabilità di cacciare i grossi mammiferi”.

La selezione naturale ha favorito le mutazioni dei geni che hanno aiutato i primi uomini ad assimilare nuovi gruppi di alimenti: chi possedeva le varianti del gene è stato in grado di farlo, è sopravvissuto e avuto figli, mentre chi non le possedeva si è estinto. Le mutazioni nei geni FAD sono stati la chiave per aiutare gli Inuit ad adattarsi a una dieta ricca di grassi, a mangiare mammiferi marini come i trichechi, foche e balene, che grazie a uno spesso strato di grasso, sono tutti protetti dal freddo e sempre i FADS, in India, hanno aiutato gli esseri umani ad adattarsi a una dieta vegetariana.

Come parte dello studio, i ricercatori hanno confrontato i geni FADS di 101 scheletri dell’età del bronzo a quelli degli attuali europei e scoperto che i geni FADS di questi ultimi si sono adeguati a una dieta a base di cereali.

“Il nostro studio dimostra che non vi è stata una nuova transizione in Europa, dove sono stati favoriti gli alleli grazie a una dieta più vegetariana”, afferma Nielsen ma ritiene che gli europei, per adeguarsi ai cambiamenti della dieta, siano ancora in evoluzione. “Ipotizziamo che gli europei possano ancora trovarsi in un processo di adattamento a una dieta ricca di acidi grassi derivati ​​da fonti vegetali, ma relativamente povera di acidi grassi dei pesci o mammiferi”, ha aggiunto lo scienziato.

“L’introduzione e la diffusione dell’agricoltura in Europa, probabilmente hanno prodotto un cambiamento della dieta nella popolazione che l’ha accettata, ha spiegato Nielsen. Un regime alimentare agricolo, avrebbe dunque spinto a un maggior consumo di cereali e altri alimenti di origine vegetale, relativi alle popolazioni di cacciatori-raccoglitori”.

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