Blitz quotidiano
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Scudo atomico anti-asteroidi: a costruirlo sarà la Russia

Uno scudo nucleare in grado di deviare gli asteroidi a rischio impatto con la Terra. Il progetto Neoshield è stato affidato al Roscosmos di Mosca

MOSCA – Uno scudo atomico per contrastare gli asteroidi che minacciano il pianeta Terra. Questa la richiesta che la comunità scientifica internazionale ha fatto alla Russia, come riferisce il Central Machine Building Research Institute del Roscosmos, l’ente spaziale russo, all’agenzia Tass. Il progetto NeoShield per la protezione dagli oggetti spaziali potenzialmente pericolosi è stato discusso nel protocollo dell’Unione Europea e all’ente spaziale di Mosca è stato affidato l’incarico di progettare uno scudo anti-asteroidi.

 

Mattia Bernardo Bagnoli per l’Ansa scrive che il ruolo della Russia sarà quello di evitare che la Terra venga minacciata dall’impatto di un asteroide e l’obiettivo di scienziati e ingegneri è quello di realizzare uno scudo nucleare 18in grado di deviare eventuali asteroidi potenzialmente pericolosi e ad alto rischio:

“Il Central Machine Building Research Institute del Roscosmos, l’ente spaziale russo, ha raccontato alla Tass che la comunità scientifica internazionale ha chiesto alla Russia di occuparsi del sistema di ‘interdizione’ stellare in caso di minaccia esterna. Il progetto è noto, si chiama NEOShield, e fa parte di Horizon 2020, il programma d’investimento scientifico a lungo termine dell’Unione Europea. Nel consorzio sono presenti diversi paesi dell’Ue con vari ‘asset’ nazionali (c’è anche l’Italia con l’Istituto Nazionale di Astrofisica). Siccome però di potenze nucleari in grado di bloccare un agglomerato roccioso lanciato verso la Terra non ce ne sono tante in giro, la Russia è stata invitata a partecipare alla ‘missione’.

L’idea, spiegano gli esperti del Central Machine Building Research Institute, è quella di intercettare l’asteroide nello “spazio profondo” ma non colpirlo direttamente con un missile, che ne provocherebbe la frantumazione, bensì, per mezzo di “un’esplosione nucleare”, deviarne la “traiettoria” verso una rotta sicura. Trama appunto da film di fantascienza. Quella con l’Ue – attraverso l’Esa – potrebbe però diventare una partecipazione ben più solida e strutturata, visto che la Roscosmos ha di recente annunciato di non poter inviare satelliti sulla Luna e su Marte – le missioni più ambite del programma spaziale russo – a meno che l’Esa “non decida di partecipare”.

Insomma, dopo l’addio alle missioni ‘Star Wars’ – una base lunare completa di cosmodromo – annunciato prima di Capodanno, a cadere sotto i colpi della scure (causa crisi) sono anche i progetti più ‘semplici’. Il nuovo piano per la decade 2016-2025, che ancora deve essere approvato dal governo, ha ridotto il numero dei satelliti da 95 a 70 e prevede anche una sforbiciata agli investimenti nel programma spaziale della Stazione Internazionale”.