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Stella “fenicottero”: si tinge di rosa quando mangia ferro…

ROMA – Cosa succede ad una stella quando “mangia” un pianeta ricco di ferro?  Si tinge di rosa, proprio come i fenicotteri cambiano colore assorbendo i pigmenti dal proprio cibo. Le stelle, soggette ad una sorta di “effetto fenicottero”, sono ciò che mangiano. Questa sembra essere la conclusione degli astronomi, che hanno spiegato come la composizione di una stella è in grado di cambiarne il colore.

Nel 2015 il team di ricercatori guidati da Lorenzo Spina dell’università di Sao Paolo, in Brasile, scoprirono che una stella di giovane età può essere ricca di ferro, elemento che caratterizza la composizione di stelle che volgono alla fine del loro ciclo vitale, se all’inizio della sua formazione e sviluppo ha “mangiato” un pianeta nel suo sistema stellare. Ora Emanuele Tognelli e Pier Giorgio Prada Moroni, ricercatori dell’Università di Pisa, hanno spiegato come avviene il cambiamento di colore della stella in funzione del pianeta mangiato.

Il sito New Scientist spiega che Tognelli e Prada Moroni hanno elaborato un modello di simulazione al computer per osservare come varia il colore di una stella quando ingloba un pianeta, da quelli simili per grandezza alla Terra a pianeti fino a 50 volte la massa del nostro. I ricercatori hanno così scoperto che la presenza di ferro nel pianeta inglobato è in grado di alterare la chimica della stella stessa, dandole un colore rossastro. I ricercatori hanno spiegato:

“L’effetto principale del pianeta nell’ingestione è quello di aumentare la quantità di metallo nella regione più esterna della stella”.

I metalli infatti sono in grado di assorbire la luce nelle frequenze d’onda più corte, come quelle nello spettro del blu, esaltando quindi il colore rosso o rosa. Un meccanismo simile a quello dei fenicotteri, che diventano sempre più rosa assorbendo il pigmento rosso presente nei gamberi di cui si cibano.

Proprio come per i fenicotteri, quindi, le stelle cambiano colore assorbendo i metalli dal loro cibo spaziale. Questo è un meccanismo che si attua nella primissima fase di evoluzione stellare, ma è ancora presto, secondo i ricercatori, per stabilire se anche le stelle più adulte hanno mangiato pianeti nella loro gioventù e se queste abitudini alimentari stellari siano in passato appartenute anche al nostro Sole.

Il modello elaborato dai due ricercatori italiani è eccellente, ma c’è ancora molto da imparare sull’evoluzione stellare, ha precisato Spina a New Scientist:

“Noi non sappiamo se le stelle inglobano abitualmente pianeti. Il cambio di colore legato ad una stella che mangia un pianeta non è ancora stato osservato – ha sottolineato -, e probabilmente sarà ancora difficile da osservare”.

Si tratta quindi di un punto di partenza nello studio dell’evoluzione stellare, che potrebbe portare a nuove grandi scoperte, come già l’esperienza delle onde gravitazionali e del bosone di Higgs ci hanno mostrato quanto ancora possiamo spingerci nell’esplorazione e nella comprensione dell’universo, dalla piccolissima particella al cosmo.

Credit Po: NASA/JPL-Caltech/Harvard-Smithsonian

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