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Stelle cadenti nel cielo di maggio: meteore da cometa Halley

ROMA – Le stelle cadenti “invadono” il cielo di maggio. Le Eta Aquaridi sono lo sciame di meteore che si sta avvicinando alla Terra e che si sono formate dalla più “famosa” cometa di Halley. Queste stelle cadenti offrono agli appassionati di astronomia il loro spettacolo da metà aprile a metà maggio, ma il picco per chi volesse osservarle cade proprio nelle notti intorno al 6 maggio.

Questo sciame meteoritico prende il nome di Eta Aquaridi per la sua area di provenienza. Si tratta infatti di oggetti celesti che provengono dalla regione della costellazione dell’Acquario. Le meteore come ogni anno si ripresentano puntuali all’appuntamento nel cielo primaverile. Il loro passaggio infatti inizia intorno a metà aprile per concludersi a metà maggio, con il picco tra il 5 e 6 maggio. Proprio come le Perseidi e le Leonidi, queste meteore passano periodicamente nel nostro cielo, ma sono meno visibili e l’orario migliore per osservarle è poco prima dell’alba, tra le 3 e le 5 del mattino.

Gli astronomi hanno stimato il passaggio di un numero di stelle cadenti tra le 30 e 40 ogni ora e la Nasa ha suggerito di scegliere per gli avvistamenti zone lontane dalle città, dove l’inquinamento luminoso non mette a rischio il loro spettacolo. Il Daily Mail riporta le indicazioni della Nasa, che ha spiegato:

“Quest’anno il picco per osservare le Eta Aquaridi è alle prime ore del mattino del 5 maggio negli Stati Uniti, ma nell’emisfero boreale si tratta delle notti tra 4 e 5 maggio e tra 5 e 6 maggio, quando la pioggia di meteore sarà più intensa. Alcune meteore poi saranno visibili anche per alcuni giorni dopo il picco”.

 

Queste comete sono note per la loro velocità, che raggiunge i 66 chilometri al secondo, e per la loro provenienza. Si ritiene infatti che le Eta Aquaridi si formino dalla cometa di Halley, che ogni 75 anni circa torna a far visita alla Terra, e che nel suo passaggio di massima vicinanza al Sole si scioglie liberando ghiaccio e rocce. Proprio questo ghiaccio e rocce formano le stelle cadenti che potremmo osservare nei prossimi giorni.

La cometa fu scoperta dall’astronomo inglese Edmond Halley, da cui ha preso il nome, nel 1531 e da allora non ha mai mancato il suo appuntamento. L’ultimo passaggio ravvicinato della cometa alla Terra risale al 1986 e si prevede che ripasserà al punto di massima vicinanza al nostro pianeta nel 2061.

(Credit Po: Nasa)

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