Scienza e Tecnologia

Stephen Hawking, caccia agli alieni: “15 segnali misteriosi captati”

Stephen Hawking, caccia agli alieni: "15 segnali misteriosi captati"

Stephen Hawking, caccia agli alieni: “15 segnali misteriosi captati”

ROMA – Dopo che 15 segnali misteriosi sono stati captati dal Breakthrough Listen Project, il progetto che dà la caccia agli alieni, si riapre la ricerca di altre forme di vita. La scoperta si deve al team guidato dal cosmologo più famoso al mondo, Stephen Hawking, e dall’iniziativa di Yuri e Julia Milner, che nel 2015 iniziarono a raccogliere e pubblicare i dati della caccia agli extraterrestri.

Vittorio Sabadin su La Stampa scrive che  Hawking ha commentato la scoperta dei segnali misteriori sottolineando che gli alieni non stanno cercando di mettersi in contatto con noi e che un incontro appare improbabile:

“«Avrebbero per noi – ha detto – lo stesso interesse che noi abbiamo per i batteri, e se ci andasse bene ci tratterebbero come Cristoforo Colombo trattò gli indigeni che incontrò nel nuovo mondo».

In questo caso, un incontro appare del tutto improbabile. I segnali radio viaggiano alla velocità della luce e quelli appena captati sono stati dunque emessi 3 miliardi di anni fa, quando la Terra aveva 2 miliardi di anni e ospitava solo forme di vita unicellulari. Se un alieno li ha inviati è morto da un pezzo e, se invieremo una risposta, la nostra civiltà sarà ridotta in polvere quando verrà recapitata. Ma i nuovi segnali sono comunque considerati molto strani e interessanti. Sono stati scoperti nell’ambito del Breakthrough Listen Project, un’iniziativa finanziata con 100 milioni di dollari dall’uomo d’affari russo Yuri Milner, il cui nome di battesimo fu scelto nel 1961 in omaggio a Yuri Gagarin, il primo uomo nello spazio. Milner era amico del fisico dissidente Andrei Sacharov, che ha ispirato la sua passione per lo spazio.

Il progetto, cui Hawking ha dato la propria adesione e la propria consulenza, «affitta» il tempo di alcuni grandi osservatori terrestri per cercare forme di vita in un milione di stelle vicine alla Terra. Sintonizzandosi su 10 miliardi di frequenze diverse, gli scienziati stanno esaminando le 100 galassie più vicine a noi con l’aiuto di 9 milioni di volontari, che in tutto il mondo mettono a disposizione i loro computer per aiutare il centro di ricerca a esaminare i dati”.

Gli scienziati non sanno da che parte arrivino i segnali captati, ma continuano a lavorare per identificarli e con loro c’è Hawking, che ha deciso di dedicare gli ultimi anni della sua vita a cercare forme di vita intelligenti:

“Solo la Via Lattea ha da 200 a 400 miliardi di stelle, ed è impossibile che la vita si sia sviluppata solo sulla Terra. Se si costruisse un modellino con un diametro di 130 km che rappresentasse la nostra galassia, il sistema solare occuperebbe appena 2 millimetri. C’è dunque qualcosa là fuori e bisogna cercarlo. Ma l’importante, secondo Hawking, è non farsi scoprire: gli alieni potrebbero venire a trovarci, e non ci piacerebbe per niente”.

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