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Teoria del grande impatto: la Luna nata dallo scontro tra Terra e Theia

ROMA – Un corpo celeste delle dimensioni di Marte, chiamato Theia, che impatta con la Terra. I due pianeti si sono fusi tra loro, rilasciando dei detriti di grandi proporzioni. Il risultato di questo grande impatto interplanetario sarebbe proprio la nascita Luna, il satellite del nostro pianeta, avvenuta circa 4,5 miliardi di anni fa.

Questa l’ipotesi di alcuni scienziati che ora sarebbe stata confermata da una simulazione al computer eseguita dai ricercatori della Johns Hopkins University, che hanno analizzato i dati sismici del cuore del nostro pianeta e del mantello roccioso, individuando elementi tra cui il ferro, il silicio e l’ossigeno. Elementi che sarebbero l’impronta, stratificata, di quell’antico impatto.

Peter Olson, ricercatore della Johns Hopkins University e uno degli autori dello studio pubblicato sulla rivista Nature Geoscience, ha spiegato:

“Stiamo dicendo che questa stratificazione sarebbe la pistola fumante. Le sue proprietà chimiche e la sua composizione fanno pensare che sia compatibile con i resti di quell’impatto”.

Anche Maylis Landeau, che ha coordinato lo studio e che lavora per l’Università di Cambridge, ha spiegato:

“I nostri esperimenti portano una ulteriore prova in favore dell’ipotesi dell’impatto gigante. I dati dimostrano inoltre che lo scenario dell’impatto spiegherebbe anche la stratificazione dell’attuale nucleo della Terra e come si è formata la struttura che osserviamo oggi”.

I ricercatori hanno utilizzato degli strati di fluidi non mescolabili, come ad esempio acqua e olio, per simulare le interazioni tra mantello e nucleo. Dopo oltre 60 esperimenti in cui a questi due elementi sono stati aggiunti altri composti che sarebbero quelli derivanti dall’impatto, come ad esempio l’etanolo, gli scienziati hanno osservato come variava la composizione del pianeta e che tipo di mescolamenti si verificavano nella stratificazione.

La simulazione relativa all’impatto tra la Terra e Theia ha dato come risultato proprio il mescolamento osservato nel nucleo e nel mantello del nostro pianeta, dando così credito all’ipotesi del grande impatto.


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