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“Terremoto Ecuador, altri sismi in arrivo”: bufala sul web

ROMA – Un nuovo e violento terremoto scuoterà l’India dopo le scosse in Ecuador e Giappone. Questo la notizia apparsa sul web e rimbalzata sui social network citando una autorevole fonte, il sismologo americano Roger Bilham dell’Università del Colorado.

Peccato che sebbene la fonte sia autorevole, la notizia è fondata non su dichiarazioni recenti, ma su una vecchia intervista apparsa sul Times of India al sismologo datata 6 gennaio 2016, ben prima quindi che il terremoto in Giappone e quello in Ecuador del 16 aprile causassero vittime e danni.

Niente terremoti planetari, né scenari apocalittici sono dunque prevedibili al momento. Dopo i violentissimi terremoti con magnitudo 7.1 in Giappone e 7.8 in Ecuador l’attività sismica non si è certo placata. Le zone terremotate sono state interessate da sciami sismici, mentre la rete sismica statunitense dell’Usgs ha registrato altri terremoti con magnitudo superiori a 5 lungo le faglie dove le zolle tettoniche si incontrano.

A trarre in inganno i media, che hanno parlato di un terremoto in arrivo nella zona dell’Himalaya, al nord dell’India, le dichiarazioni di Bilham, che aveva detto al Times of India:

“Le condizioni attuali potrebbero innescare almeno quattro terremoti superiori a magnitudo 8. La tensione accumulata può generare altri terremoti più catastrofici nel corso degli anni”.

Parole che hanno procurato allarme, ma che non si riferiscono alla situazione odierna. L’intervista al sismologo americano infatti è datata 6 gennaio 2016, quindi mesi prima dei due violenti terremoti registrati il 16 aprile. D’altronde precedere l’arrivo di un sisma con precisione non può essere fatto, né tanto meno stabilire una relazione che permetta di capire con esattezza la data e il luogo in cui prossimo forte terremoto colpirà e con quale intensità, come spiega anche il sito dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv):

“Cosa vuol dire in questo caso la parola “prevedere”? Si vuole qui intendere anno, mese, ora, luogo e magnitudo di una futura scossa di terremoto? In tal caso, gli americani, ad esempio, userebbero il termine “prediction”. Il termine “forecast” indica invece una previsione approssimativa che ci dice intervalli di tempo, di spazio e di magnitudo entro i quali si può verificare con maggiore probabilità della media un evento sismico.

Val la pena di fare questa premessa perché possiamo ora rispondere alla domanda. La risposta è no, quando intendiamo previsioni del primo tipo. La risposta non può essere un “no” deciso nel secondo caso. Numerosi sono i precursori sismici, ossia quelle anomalie di alcuni parametri geofisici, osservate prima di alcuni terremoti. Un esempio di anomalia potrebbe essere una quiescenza sismica ovvero l’assenza di terremoti per un determinato periodo di tempo in un’area considerata sismica. Studi per l’identificazione di precursori sismici sono condotti anche in Italia, grazie alla collaborazione con esperti di altri paesi dove questo tipo di metodologia è già collaudata.

Si tratta comunque di previsioni approssimative che non possono essere utilizzate per dare un allarme alla popolazione. Altri esempi di precursori sismici sono la variazione inconsueta della velocità delle onde sismiche, variazioni nel contenuto di gas radon nelle acque di pozzi profondi, mutamenti nel livello delle acque di fiumi e di laghi, movimenti crostali”.

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