Scienza e Tecnologia

Tirannosauri si baciavano: il muso era la parte sensibile

Tirannosauri si baciavano: il muso era la parte sensibile

Tirannosauri si baciavano: il muso era la parte sensibile

ROMA – Anche i temutissimi tirannosauri si baciavano. Uno studio sui fossili dei loro antenati, i Daspletosaurus horneri, ha svelato che il loro muso oltre ad essere pieno di affilati denti aveva una particolare sensibilità, adatto proprio al bacio come potenziale metodo di corteggiamento.

La scoperta si deve al gruppo di ricercatori guidati da Jayc Sedlmayr che hanno pubblicato il risultato dello studio sulla rivista Scientific Reports, come scrive Matteo Serra su Repubblica. Gli scienziati si sono concentrati su un esemplare di dinosauro vissuto oltre 74 milioni di anni fa e i cui resti sono stati trovati nello stato del Montana, negli Stati Uniti:

“Gli scienziati hanno scoperto che il muso di questi dinosauri era dotato di una sensibilità imprevedibile, molto utile nella caccia ma anche nel corteggiamento. “Lo ‘strofinamento’ tra i musi sensibili dei tirannosauri rappresentava probabilmente una parte vitale della fase pre-copulatoria”, sottolineano gli autori nello studio”.

I ricercatori hanno confrontato i fossili di questo dinosauro con quelli di coccodrilli e di altre specie di uccelli, scoprendo che erano dotati di piccoli fori, detti foramina, in cui passano nervi e vasi sanguigni. Proprio questa caratteristica rendeva il muso del dinosauro particolarmente sensibile, come sottolinea anche Sedlmayr:

“La scoperta è particolarmente interessante perché questa rete sensoriale deriva dal nervo trigemino, che è responsabile dello sviluppo di varie forme di ‘sesto senso’ in molti vertebrati: per esempio la capacità degli uccelli di percepire campi magnetici, la sensibilità ai raggi infrarossi di alcune vipere, la percezione delle vibrazioni dell’acqua da parte degli alligatori. Probabilmente anche il muso del tirannosauro era dotato di questo livello di sensibilità”.

La straordinaria sensibilità facciale comportava anche un’elevata sensibilità al dolore:

“Le componenti facciali del nervo trigemino di questi dinosauri rispecchiano quelle degli esseri umani”, prosegue Sedlmayr. “Si tratta di un nervo così sensibile che in condizioni patologiche (la cosiddetta ‘nevralgia del trigemino’), può essere responsabile di alcune delle manifestazioni di dolore più intense che la nostra specie possa provare: in casi estremi, può portare le persone che ne soffrono anche al suicidio”.

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