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Topi, un piatto prelibato. 5 mila anni fa, Età della Pietra, in Europa ne erano ghiotti

LONDRA – Per la maggior parte delle persone i topi potrebbero rappresentare un pasto poco appetitoso, ma circa 5.000 anni fa gli abitanti stanziati nell’insediamento neolitico di Skara Brae, li cucinavano e li mangiavano, il che risultava molto utile soprattutto nel corso di lunghi viaggi. Da un recente studio, si è potuto capire che i primi esemplari di umani in Europa utilizzavano i roditori come cibo.

Lo studio, condotto dal dottor Jerry Herman, archeologo al museo Nazionale scozzese, ha tentato di capire per cosa venissero usati i roditori nel villaggio neolitico di Skara Brae, nelle isole Orcadi. Il villaggio di Skara Brae è stato scoperto nel 1850, a seguito di una tempesta. E’ considerato il sito neolitico meglio conservato nell’Europa occidentale, con case e mobili in pietra. Herman ha detto al Daily Mail:

“Abbiamo studiato i resti ossei dei roditori, per vedere quale fosse il collegamento tra questo tipo di animale e gli abitanti del villaggio”.

I ricercatori hanno studiato i resti di almeno 1,674 roditori, in 29.553 frammenti ossei, inclusi 8.360 denti. Lo studio, pubblicato sul giornale Royal Society Open Science, ha così portato alla scoperta che la maggior parte dei resti fosse dell’ arvicola, un piccolo roditore molto comune nei pascoli.

“Alcuni dei resti ossei trovati erano bruciati, come se fossero stati arrostiti sul fuoco. Il che suggerisce che le arvicole venivano cucinate e presumibilmente mangiate”.

Non è la prima volta che dei resti di roditore vengono trovati in un sito archeologico, spiega ancora Herman:

“Altri sono stati portati alla luce in medio Oriente, in Asia, in sud e nord America e in Africa. Venivano considerati un alimento, e tutt’ora sono mangiati in sud America. Questa, però, è la testimonianza più antica che abbiamo sul fatto che venissero considerati come un alimento nel continente europeo”.

Le alvicole furono portate sulle isole Orcadi durante il neolitico, ma non è ancora chiaro da dove. I ricercatori ritengono che fossero usate come pasto durante i lunghi viaggi in mare.


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