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Uomo ha perso sesto senso: esperimento

LOS ANGELES – L’uomo ha perso il proprio “sesto senso” e, sembra, potrebbero esserci delle prove. Joe Kirschvink, ricercatore del California Institute of Technology, afferma che l’essere umano, inconsciamente, è in grado di individuare il campo magnetico della terra.

Usando una gabbia di Faraday e un monitor EEG, Kirschvink ha osservato dei cambiamenti riproducibili nelle onde alpha del cervello umano. “E ‘parte della nostra storia evolutiva” , ha detto Kirschvink. “La magnetoricezione potrebbe essere il senso primordiale”.

L’abilità di percepire il campo magnetico della Terra è stata rilevata in alcune specie come uccelli, insetti e altri mammiferi che usano il “potere” per migrare o orientarsi con l’ ambiente circostante.

Per decenni, i ricercatori hanno studiato questo fenomeno negli animali e hanno scoperto che i cani, le volpi e gli orsi negli occhi hanno questa molecola cryptocroma che li aiuta a trovare il campo magnetico.

Kirschvink e il suo team hanno costruito una gabbia di Faraday per testare la capacità degli esseri umani. Si tratta di una sottile scatola in alluminio che blocca qualsiasi rumore di fondo elettromagnetico usando una bobina di cavi, chiamata bobina di Merritt.

I partecipanti all’esperimento sedevano in totale oscurità, esposti a un campo elettromagnetico puro, senza alcuno stimolo o interferenza.

Kirschvink ha reclutato 24 volontari per l’esperimento, analizzando l’attività cerebrale quando esposti a un campo magnetico rotante che riproduce quello della Terra. Il team ha scoperto che quando il campo magnetico ruotava in senso orario, le onde alpha cadevano. Questo suggerisce che i partecipanti “stavano rispondendo all’elaborazione del campo magnetico”.

Oltre a questa osservazione, Kirschvink ha scoperto che la risposta neurale tardava poche centinaia di millisecondi – suggerendo che il cervello rispondeva attivamente.

Tutto ciò potrebbe essere collegato alla nozione che i campi magnetici influenzino in qualche modo “le correnti elettriche nel cervello che imitano un segnale EEG”.

La parte più sorprendente di queste scoperte è che i risultati dell’esperimento possono essere “ripetuti e verificati ogni volta che si desidera” ha spiegato.