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Autoblow 2, il “giocattolino” che simula un rapporto orale. “Un incubo”

Autoblow 2, il "giocattolino" che simula un rapporto orale. "Un incubo"

Autoblow 2, il “giocattolino” che simula un rapporto orale. “Un incubo”

ROMA – Alejandro Tauber, giornalista olandese del sito ‘Motherboard’, ha raccontato la sua esperienza con Autoblow 2, il sex toy che simula la f******o.

Ecco l’articolo riportato da Dagospia:

La prima volta che l’ho acceso, non è stato il rumore a spaventarmi; quando ci ho inserito le dita me le ha quasi troncate. Non mi ha fatto davvero male, ma l’idea di metterci la parte più sensibile del mio corpo mi ha fatto sbarellare.

E poi c’è quella boccuccia. Guardatela, è assurda. Nessuna possibilità che possa eccitarti.

L’ingresso dell’apparecchio è fatto di una specie di caucciù scivoloso non troppo sgradevole. Era un po’ umido e si sentiva leggermente il latex.

Intanto, non avevo ancora avuto il coraggio di metterci il p**e. L’incidente delle dita mi aveva scoraggiato. I miei amici e colleghi non avevano alcuna intenzione di lasciarmi solo col mio aggeggio. Ogni giorno, qualcuno mi domandava: “Hey, l’hai già provato il robot che fa i po**ini?” […] Sono riuscito a schivare le domande dei miei sedicenti amici finché Sloan (il produttore, ndr) non mi ha inviato una mail per domandarmi quando avrei pubblicato l’articolo. Era tempo di agire.

Mi mancava il lubirificante. Io non sono particolarmente timido, e non c’è nessuna ragione di vergognarsi per l’acquisto di un lubrificante, ma mi sentivo un ragazzino che cerca di comprare P*****y. Sono anche andato in un supermercato diverso da quello che frequento di solito, per paura di essere giudicato dalla cassiera. Quella dell’altro supermercato mi ha guardato comunque un po’ male, o almeno così sembrava.

Ok, passiamo alle cose serie. Il mio p**e dentro un robot.

Non è stato così esaltante, per niente. Ho cercato di trarne piacere ma il rumore e la visione ravvicinata di una specie di piccolo R2D2 incollato al mio p**e mi hanno fatto riflettere sul senso della mia vita, e non hanno suscitato nient’altro che un sorriso triste. Nessuna eccitazione.

Quanto alla qualità della f******o, avevo chiaramente l’impressione di avere a che fare con un robot. Gli anelli dentro facevano dei vai-e-vieni regolari, come se fossero un metronomo. Potrebbe essere gradevole se fatto da un essere umano, ma così era troppo regolare, innaturale. Una vera bocca trasmette un certo affetto, o almeno una voglia sincera di farvi godere mentre succhia. Al robot invece non importava niente di me, del mio piacere, del mio cazzo.

Aumentare il ritmo non ha risolto. Il baccano è cresciuto in proporzione rispetto alla velocità ed era un po’ brutale (non in senso buono). La gif qui sotto è molto più esplicita di quanto io possa scrivere. Vi lascio immaginare quale sia l’effetto di avere il p**e lì dentro […].

 

San raffaele

 

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