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La dieta di Jackie Kennedy: un uovo a colazione, a pranzo formaggio e…

La dieta di Jackie Kennedy: un uovo a colazione, a pranzo formaggio e...

La dieta di Jackie Kennedy: un uovo a colazione, a pranzo formaggio e…

NEW YORK –  Un uovo alla prima colazione e ricotta a pranzo: è la rigorosa dieta seguita da Jackie Kennedy, raccontata in un libro dall’ex assistente Kathy McKeon, assunta nel 1964 dall’ex First Lady quando si trasferì a New York dopo l’assassino di John Fitzgerald Kennedy.

Nel libro Jackie’s Girl la McKeon, immigrata irlandese di 72 anni, descrive i 13 anni trascorsi nell’appartamento di Jackie, compresi i dettagli sulla ristretta dieta dell’ex First Lady.

La McKeon, racconta che un giorno si era lamentata di aver preso peso dopo il trasferimento in America e Jackie si offrì di aiutarla a dimagrire. Con lo chef personale, realizzò una dieta per la McKeon che, afferma, era “molto simile” a quella seguita quotidianamente da “Madame”, come veniva chiamata la Kennedy dallo staff.

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“Hanno elaborato un regime alimentare: al mattino un uovo sodo e un tè senza zucchero, formaggio con frutta fresca a pranzo e a cena un petto di pollo o pesce con insalata o verdure al vapore. Come spuntino, era concesso uno yogurt magro”, ha ricordato McKeon, di cui People ha pubblicato uno stralcio del libro.

Il Daily Mail stima che la dieta fosse di sole circa 600 calorie al giorno, ben meno delle 2.000 calorie quotidiane di cui avrebbe bisogno una donna sui 53 kg, moderatamente attiva come Jackie.

Eppure, a tarda notte, l’ex First Lady correva in cucina e a volte “ci siamo quasi scontrate nella dispensa. Non accendeva la luce perché non voleva che qualcuno se ne accorgesse!”, afferma l’ex assistente.
Una volta, la scoprii mentre mangiava il gelato direttamente dalla vaschetta, “con un cucchiaio enorme, non quello da dessert! Era una donna molto divertente”.

Jackie era ossessionata dal peso. Tish Baldride, l’ex segretario, a Vanity Fair nel 2004 ha rivelato che era determinata a non superare i 54 kg e teneva conto delle calorie con “il rigore di un commerciante di diamanti mentre conta i carati”.

Ma, secondo la McKeon, sembra che nella sua ossessione coinvolgesse altre persone, figlia compresa: “Voleva essere certa che Caroline mangiasse cibi salutari, non ingrassasse e fosse sempre elegante” al punto che in un’occasione la rimproverò in pubblico per aver ordinato il dessert. “Sei troppo grassa. Nessuno ti vorrà mai sposare”, disse Jackie alla figlia e alla ragazza fu servita una porzione di gelatina di ciliegie senza panna montata.

Non solo: secondo C. David Heymann, autore del libro American Legacy: the story of John & Caroline Kennedy, Jackie sequestrò la carta di credito alla figlia dopo aver scoperto che le era stato addebitato un conto di un ristorante in cui aveva mangiato quasi un chilo di costolette grigliate. “La carta di credito le fu restituita quando Caroline accettò di fare jogging con la madre al lago di Central Park”, ricorda Heymann.

John Loring, che ha lavorato con Jackie quando era redattore a Doubleday, nel 2010 ha detto a Harper’s Bazaar, che spesso mangiavano insieme ma Jakie non aveva mai fretta di ordinare il pasto. Quando qualcuno aveva fame, tirava fuori dalla borsa un sacchetto di carote dicendo: “Questa funziona benissimo”.
Nell’ultimo anno di vita, malata di cancro, Loring capì che c’era qualcosa di strano, non aveva più bisogno di mangiare carote: Jackie, nel corso di un pranzo a Le Cirque di New York, gustò ben sei dessert.

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