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Luna nuova porta via il Ramadan: il 24 giugno occhi al cielo, ecco perché il digiuno

Luna nuova porta via il Ramadan: il 24 giugno occhi al cielo, ecco perché il digiuno

Luna nuova porta via il Ramadan: il 24 giugno occhi al cielo, ecco perché il digiuno

ROMA – La Luna nuova del 24 giugno in Italia sorgerà alle 4.30 del mattino. Uno spettacolo da osservare con gli occhi al cielo, ma per le popolazioni islamiche avrà un significato decisamente mistico.Un novilunio che segna l’arrivo dello Shawwal, il decimo mese del calendario lunare islamico, e che rappresenta anche la fine del Ramadan. Dopo un giorno di festa, Eid al Fitr, cominciano per i fedeli musulmani altri 6 giorni di digiuno, per un totale di 36 giorni di digiuno che ricordano l’usanza cristiana dei 40 giorni della Quaresima.

Ad annunciare la fine del Ramadan in corrispodenza di questa luna crescente è stato il Gran Mufti Mohammad Khalaileh, come riporta il sito Jordan TimesIl 24 giugno dunque finirà il Ramadan e domenica 25 sarà la festività di Eid Al Fitri, in cui i fedeli potranno interrompere il digiuno e le corti della Sharia in Giordania saranno aperte per accogliere i testimoni della luna nuova.

Lo Shawwal è il decimo mese del calendario lunare islamico e il suo nome dall’arabo indica “sollevare o portare”, nome che deriva dalla gestazione dei cammelli: proprio in questo periodo dell’anno infatti le femmine di cammello rimangono incinte per poi dare alla luce i propri cuccioli. Il primo giorno dello Shawwal è Edi Al Fitr, giorno in cui si interrompe appunto il digiuno del Ramadan, ma una tradizione impone in questo decimo mese altrti 6 giorni senza cibo durante il giorno.

Digiunare per 36 giorni tra il Ramadan e lo Shawwal ha un significato importante per i musulmani: la tradizione vuole che una buona azione viene ripagata con 10 volte il suo valore, quindi questi giorni consecutivi saranno ripagati per gli altri 360, portando un anno di buon auspicio. Anche il culto cristiano prevede un digiuno ecclesiastico, che viene praticato durante la Quaresima nel mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo, mentre nei venerdì l’antica tradizione prevede l’astinenza dalla carne. Un digiuno che rappresenta un sacrificio e che vuole ricordare la lotta di Cristo che ha passato 30 giorni nel deserto lottando con le tentazioni di Satana.

 

 

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