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Mediatori culturali, “i più furbi si nominano da soli”: la denuncia di un avvocato

Mediatori culturali, avvocato modenese mette in guardia: "I più furbi si nominano da soli"

Foto d’archivio (Ansa)

ROMA – Mediatori culturali, avvocato modenese mette in guardia: “I più furbi si nominano da soli”. Come si diventa mediatore culturale in Italia? Nel nostro Paese una formazione effettiva per questa figura non esiste. Lo sottolinea l’avvocato modenese Davide Ascari a Il Resto De Carlino.

Dopo il licenziamento di Abid Jee, il mediatore che su Facebook aveva postato un vergognoso post in cui, riferendosi allo stupro di Rimini, sosteneva come alle donne piacesse la violenza, ci si interroga sulla formazione di tali figure. Il mediatore culturale dovrebbe fungere da “ponte” di collegamento tra membri di minoranze etniche ed il nuovo contesto culturale in cui si immettono. E’ difficile parlare di professionisti, soprattutto perché niente esclude che si lavori in questo settore senza un titolo specifico. Ascari è molto scettico sui mediatori e punta il dito contro chi si autoproclama tale, senza avere una vera esperienza:

Chi si improvvisa mediatore spesso lo fa perché magari è più furbo rispetto ad altri e conosce bene la lingua. Ma corsi effettivi non ne ho mai visti fare di recente: è una qualifica che, diversamente da altri paesi europei, non ha mai avuto professionalità o una normativa specifica. In Francia, ad esempio, per diventare mediatore è necessario frequentare un corso della durata di tre anni. Quando mi è capitato di chiedere alla persona in questione come fosse diventata mediatore, mi ha semplicemente risposto: imparando l’italiano”.

In realtà, in Italia un corso per diventare mediatori c’è, come suggerisce la testata giornalistica Orizzonte Scuola, punto di riferimento per chi si occupa di didattica. Il sito rimanda a un corso on line organizzato da ICOTEA, Istituto Formativo Ministeriale autorizzato dal MIUR. Il corso è finanziato dalla Unione Europea, dura 100 giorni e ha un monte ore complessivo di 1500 ore. Prezzo € 649. In alternativa, di fatto spetta a chi si avvale di queste figure assicurarsi della buona volontà dell’operatore. Elena Oliva, presidente dell coop modenese Caleidos, ha spiegato al Resto del Carlino che:

“Da parecchio tempo, purtroppo, non vengono organizzati corsi regionali riconosciuti ma i ragazzi di cui ci avvaliamo noi li hanno frequentati in passato. Credo che l’unica garanzia sia quella legata alla persona che ti trovi davanti. Noi come requisito sicuramente cerchiamo persone laureate o diplomate, preferibilmente in Italia. Poi le sottoponiamo a colloqui e ad un sistema di valutazione effettuato da un coordinatore del servizio mediazioni (…) facciamo una selezione molto attenta occupandoci anche dei servizi scolastici e, ad oggi, di esperienze spiacevoli non ne abbiamo avute (…)“.

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