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Medicina o ciarlataneria? Massaggio pelvico per l’isteria, cocaina come anestetico…

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Medicina o ciarlataneria? Massaggio pelvico per l’isteria, cocaina come anestetico…

LONDRA – Dall’orgasmo ottenuto grazie alla manualità del medico, e in seguito del vibratore, per curare l'”isteria” femminile, alle dosi di cocaina per il mal di denti o, ancora, ai clisteri di tabacco per rianimare chi era annegato: sono alcuni dei rimedi assurdi subiti dai nostri antenati prima dell’avvento della medicina su basi scientifiche, raccolti nel nuovo libro “Quackery: A Brief History Of The Worst Ways To Cure Everything (Ciarlataneria: Una breve storia dei modi peggiori per curare qualsiasi cosa).

La stricnina ad esempio, era la risposta vittoriana all’odierno Viagra per curare l’impotenza mentre nel Medio Evo le donne erano convinte che i testicoli di donnola posizionati sul seno, fossero un ottimo contraccettivo. Nel 1800 era di gran moda la dieta della tenia, mentre nel XVII e XVIII secolo nelle carceri dalla vendita ai medici di pelle, grasso e parti del corpo di criminali defunti si ricavavano bei guadagni. Ecco alcuni trattamenti riportati dal Daily Mail:

MASSAGGIO PELVICO PER L’ISTERIA

Durante l’epoca vittoriana, l’isteria femminile è stata una diagnosi medica comune che comprendeva una vasta gamma di sintomi generici, tra cui stanchezza, ansia e depressione. L'”epidemia” raggiunse livelli tali che che durante la seconda metà del 19° secolo, il dottor Russel Trall, sostenne audacemente che il 75% delle donne americane soffrivano di isteria.

La cura? Un “massaggio pelvico” abbastanza vigoroso praticato dal dottore, che alla fine inducesse al “parossismo isterico”, ossia quando la donna si accaldava e gemeva per il suddetto massaggio. Un compito abbastanza gravoso per i medici che spesso soffrivano di crampi alle mani, non ne potevano più dei massaggi e in loro soccorso arrivò un’invenzione rivoluzionaria, il vibratore elettromeccanico che riduceva il tempo per ottenere l’orgasmo, da un’ora a circa 5 minuti.

COCAINA COME ANESTETICO

Sigmund Freud era un sostenitore della cocaina come anestetico locale e nel 1884 ne promuoveva l’uso anche come stimolante. Il padre della psicanalisi trasmise le sue convinzioni all’oculista Karl Koller, che la usava come anestetico topico per interventi all’occhio e i risultati all’epoca furono pubblicati sulla rivista medica britannica The Lancet.

Il chirurgo americano William Stewart Halsted (noto per aver messo a punto la tecnica della della mastectomia radicale) lesse i risultati e iniziò a utilizzare la cocaina come anestetico per gli interventi ai denti, dando l’avvio alla cosiddetta anestesia tronculare.

Ma la cocaina era presente anche in alcuni rimedi, ad esempio il Roger’s Cocaina Pile Remedy, per ridurre le dimensioni e i dolori delle emorroidi, oppure Lloyd’s Cocaine Toothache Drops, gocce per il mal di denti di cui l’azienda ne consigliava orgogliosamente l’uso anche per i bambini.

E la famosa Coca Cola, lanciata sul mercato nel 1886, aveva due ingredienti chiave: la cocaina e la caffeina. La bevanda è stata inventata dal dott. John Pemberton, un farmacista dipendente dalla morfina, che aveva voluto creare un elisir per “rendere più felice il mondo”. La Coca Cola conteneva una quantità stimata in nove milligrammi di cocaina a bottiglia, e la droga fu definitivamente eliminata nel 1903.

LA DIETA DEL VERME SOLITARIO

Una moda diffusa nel 1800 che in sostanza diceva: ingerite le uova della tenia e il parassita si nutrirà del cibo al posto vostro. Spesso le uova spedite per posta erano morte oppure non erano affatto di tenia e alla fine era una cosa positiva: le infestazioni di verme solitario, provocano mal di testa, infiammazione cerebrale, convulsioni e demenza.
La tenia raggiunge anche i 30 mt di lunghezza, vive decenni ed è ermafrodita; il che significa che si autoriproduce all’interno del corpo umano. Anche con la promessa che si poteva “mangiare, mangiare, mangiare e rimanere magri”, è difficile capire come possa essere sembrato un modo interessante per perdere peso.

OLIO DI GRASSO UMANO PER I REUMATISMI

Nel XVII e XVIII sec. si credeva che il grasso umano avesse proprietà curative, era utilizzato per guarire le ferite, dare sollievo al dolore, per il tumore, le pozioni d’amore, la gotta e i reumatismi. Molti boia recuperavano e vendevano la pelle e il grasso dei criminali uccisi. I farmacisti erano particolarmente interesati all'”olio di grasso umano”, chiamato anche grasso del peccatore e unguento dell’impiccato.

Il grasso era indicato come cura per l’idrofobia (paura dell’acqua), spesso sinonimo di rabbia. Il “grasso dell’uomo”, veniva utilizzato anche nella cosmesi in particolare per le cicatrici lasciate dal vaiolo.

ARSENICO, UNA CURA PER IL CANCRO

Per tutto il 19° secolo i prodotti a base di arsenico continuarono a essere utilizzati liberamente. Le malattie che si pensava curasse erano pressoché infinite, tra cui la sifilide, malaria, la malattia del sonno. Non solo, veniva usato per la psoriasi, ulcere esterne o eczemi, applicato sui tumori nella speranza che li sciogliesse.

MERCURIO, IDEALE PER I PROBLEMI AI DENTI

Per centinaia di anni i prodotti contenenti mercurio assicuravano di curare una vasta gamma di malattie: melanconia, costipazione, sifilide, influenza, parassiti. Le pillole Blue Mass assunte come antidepressivo da Abraham Lincoln, presidente degli Stati Uniti dal 1861 al 1865, contenevano elevati e pericolosi livelli di mercurio che potrebbero aver causato il noto pessimo carattere.

Continuò a essere prescritto come uno dei principali trattamenti per la sifilide e, ironia della sorte, è talmente tossico che a volte i sintomi della sua tossicità venivano confusi con quelli della sifilide che i medici pensavano stessero curando. Fino al 1950, il calomelano, noto come cloruro di mercurio, era una delle componenti delle polveri usate nella dentizione dei bambini.

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