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Millennials viziati, egocentrici, al lavoro…Analisi di una generazione

Millennials viziati, egocentrici, al lavoro...Analisi di una generazione

ROMA – I Millennials sono viziati, pieni di sé, restii al duro lavoro e si aspettano che il successo venga servito loro su un piatto d’argento: queste le lamentele dei boss ma realmente cosa significa per la società?

Sally Jones, 28 anni, consulente di comunicazione e assunta per curare un evento a favore di un Charity Hospital, una campagna per curare persone gravemente malate e bisognose, dopo settimane di duro lavoro ha riunito il team per una foto ricordo, come parte dell’attività raccolta fondi.

Ma dopo aver visto la foto, Sally è scoppiata in un pianto isterico, ha perso completamente il controllo. “Ripeteva che sembrava grassa, non poteva guardarsi, insisteva che era necessario il photoshop per renderla più magra, prima che circolasse l’immagine”, racconta la 62enne Sally. E aggiunge “Il suo aspetto aveva la precedenza su tutto, anche sul denaro che avremmo dovuto raccogliere per le persone bisognose”.

I Millenials, ossia i nati tra il 1982 e il 2000, non sono tutti così ma parecchie persone ritengono che fino ad oggi, sia la generazione più egoista, che pensa di avere maggiori diritti, il che oltre che nel Regno Unito e gli USA vale anche in Italia.

Un numero crescente di manager, sostengono che i Millenials nel lavoro siano un incubo, in particolare i trentenni necessitano di maggiori indicazioni rispetto a gruppi di età diversa, hanno un forte “senso dei diritti” ma sono privi “d’intraprendenza”.

Di conseguenza, il mondo lavorativo per poter accogliere questa nuova generazione, è costretto ad adattarsi e a questo proposito il canale tv privato britannico ITV, ha riferito di aver introdotto un corso di formazione per aiutare i manager a entrare in sintonia con il comportamento dei Millenials; Nick Carter, capo di stato maggiore generale dell’esercito, ha detto che aveva bisogno di assistenza per reclutarli poiché Internet li ha resi “un po’ egoisti”, una generazione che “non vuole sapere qual è il suo ruolo”.

Ma che effetto stanno avendo sulla società? chiede il Daily Mail. La cosiddetta “Generation Me” è ossessionata dai social, hanno bisogno di gratificazione immediata e l’oscillazione del mercato del lavoro a seguito del crollo finanziario ne è una delle principali cause.

L’egocentrismo è dovuto soprattutto all’educazione, sono stati allevati nell’attaccamento ai genitori, che evita regole e tende a soddisfare, fin dalla più tenera età, le richieste del bambino: ai Millenials è stato insegnato a mettere sé stessi prima di tutto e tutti.

“Nel timore di essere considerati “cattivi” i genitori non hanno mai contestato i loro figli”, spiega Elle Boag, psicologa sociale alla Birmingham City University.

La visione bambino-centrica, afferma la Boag, non solo ha causato problemi comportamentali nel corso della crescita ma ha fatto sì che la società sia “guidata” dalla generazione più giovane.

“Le scuole e le università sono sempre più sotto pressione poiché gli studenti non solo credono di aver diritto di esprimere il loro punto di vista, ma che il loro sia l’unico valido. Atteggiamento che si è introdotto nel mondo del lavoro”.

Emma Kenny, psicologa, dice che nella personalità Millenial ci sono due estremi: i narcisisti, un recente studio ha rilevato che il 26% delle donne Millenials cura più il peso che la carriera, e quelli con cronica bassa autostima.

La crescente popolarità di aziende americane come Google, significa che il lavoro non è visto come un modo per guadagnarsi da vivere ma come una sfarzosa scelta di vita.

“I Millennials si aspettano che l’azienda offra parecchio denaro”, dice Helen Pritchard, amministratore delegato di Blue Sky Digital Marketing, un’agenzia a Warrington, Cheshire, che gestisce le assunzioni di questa fascia d’età.

“Si tratta di benessere e sviluppo. I Millennials non vogliono lavorare in cubicoli ma in uffici open space con soffitti alti, sentono parlare di posti di lavoro con tavoli da biliardo, scivoli, mini-salotti privati e che ci sono grandi opportunità”. “Per le vecchie generazioni che hanno vissuta la guerra e l’austerità potrebbero essere solo dei viziati. Ma per loro è normale”.

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