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Olio di palma nella storia, origine e diffusione del prodotto

ROMA – Olio di palma, se ne sente parlare sempre più spesso solo in questi ultimi anni. In realtà, le sue origini sono molto remote. Il suo uso nel continente africano sembra risalire addirittura a 5mila anni fa. In Egitto, nel XIX secolo, vennero ritrovate tracce di olio di palma all’interno della tomba di Abydos (del 3000 aC). Nell’Africa Centrale ed Occidentale, l’olio di palma è da sempre utilizzato in maniera sostanziale come condimento.

Al contrario, quando i mercanti europei giunsero in queste zone a fini commerciali, non compresero da subito il suo potenziale in ambito alimentare, soprattutto perché nel vecchio continente i grassi prediletti erano di altro genere. La svolta avvenne quando i commercianti occidentali iniziarono a utilizzarlo come lubrificante per i macchinari industriali, per esempio come materia prima per la realizzazione di saponi, tra i quali quello più noto è Palmolive.

Ad introdurre la palma da olio nel Sud-Est asiatico furono gli olandesi intorno al 1848, sebbene le più importanti piantagioni furono amministrate da britannici. A ciascun colono venivano assegnati circa 4 ettari di terra da coltivare con palma da olio o gomma, e 20 anni per ripagare il debito. La situazione rimase più o meno immutata finché il governo malese arrivò a promuovere la nazionalizzazione delle piantagioni nella seconda metà del Novecento.

Attualmente Malesia e Indonesia sono i più grandi produttori di olio di palma, rappresentando circa l’86% della produzione mondiale. In questi due Paesi del Sud-Est asiatico la sua coltura assicura lavoro e sussistenza economica a milioni di persone. Per quel che riguarda invece i principali Paesi importatori di olio di palma, questi sono l’India, la Cina e l’Unione Europea. Nello specifico, l’Italia importa in media 1.600.000 tonnellate di olio di palma (Fonte Coeweb ISTAT). Di cui: il 21% viene impiegato dall’industria alimentare, mentre il rimanente 79% viene usato dal settore bioenergetico, da quello zootecnico, dall’oleochimico, dal cosmetico e dal farmaceutico.

La crescita dei volumi produttivi dell’olio di palma ha avuto un forte impatto in termini ambientali, tanto per quel che riguarda perdita di biodiversità, quanto per quel che riguarda le lesioni dei diritti delle comunità nei suoi maggiori paesi produttori. Ecco che la necessità di scegliere un olio di palma che rispecchi criteri di sostenibilità risulta la scelta più ovvia e responsabile da seguire.

Fonti per la realizzazione del contenuto:
www.oliodipalmasostenibile.it
wikipedia.it
theoilpalm.org
http://www.aidepi.it/news/493-olio-di-palma.html