Società

Pasqua, il menu dell’Ultima Cena: ecco cosa mangiarono Gesù e gli Apostoli

Pasqua, il menu dell'Ultima Cena: ecco cosa mangiarono Gesù e gli Apostoli

Pasqua, il menu dell’Ultima Cena: ecco cosa mangiarono Gesù e gli Apostoli

ROMA – Quale fu il menu di Gesù e degli Apostoli all’Ultima Cena? Cosa c’era sulla loro tavola la sera di quello che sarebbe diventato, per miliardi di cristiani, il “giovedì santo”? Se lo è chiesto il sito Food and Wine e la risposta è stata complessa.

Da bravi ebrei, Gesù e gli Apostoli cenarono con pane senza lievito e vino e tante altre buone cose, ma non seguirono lo speciale menù previsto per la Pasqua ebraica, quella che ricorda la liberazione e la fuga dalla schiavitù in Egitto.

Secondo le Sacre Scritture, la pratica di prendere la Comunione ha avuto origine durante l‘Ultima Cena. Gesù, è detto, offrì ai suoi Apostoli pane azzimo e vino, spiegando loro che il pane rappresentava il suo corpo e il vino il suo sangue.

Il Deuteronomio descrive la patria di Gesù come “una terra di olio d’oliva e miele. Una terra in cui si mangia pane in abbondanza”, con colture comuni incluse uva, fichi e melograni. Tuttavia, questi alimenti probabilmente in primavera non erano disponibili freschi e la cena potrebbe aver incluso fichi secchi e alimenti base come olio d’oliva e miele.

Nel 2007 papa Benedetto XVI annunciò che durante l’Ultima Cena non fu servito agnello. Il Papa teorizzò che l’Ultima Cena avrebbe avuto luogo prima del sacrificio rituale degli agnelli, una tradizione pasquale ebraica comune al tempo di Gesù e, in seguito, è stato Gesù stesso a sostituirsi all’agnello sacrificale.

L’Ultima Cena si è verificata poco prima della Pasqua ebraica ma ciò non significa che Gesù e gli Apostoli non abbiano consumato alcuni piatti pasquali ebraici. Secondo un report del 2015, condotto da un gruppo di archeologi italiani, durante l’Ultima Cena in tavola c’erano una serie di pietanze tipiche del Seder, tra cui erbe amare con pistacchi e charoset, pasta di datteri.

Gli altri piatti, come lo cholent, con fagioli cotti in umido a fuoco molto basso, le olive con l’issopo, un’erba simile alla menta, all’epoca venivano mangiati quotidianamente e potrebbero essere stati consumati durante l’Ultima Cena.

Anche se l’Ultima Cena ha avuto luogo poco prima della Pasqua, non era un Seder ma un banchetto, un incontro di fratellanza, un gruppo ristretto di persone con le stesse convinzioni e propositi (Havurah) che Gesù aveva costituito con i suoi discepoli. I partecipanti per l’occasione avrebbero detto le regolari benedizioni per il pane e il vino, così come la preghiera dopo i pasti, come tutti i devoti ebrei: elementi importanti, è sicuro, ma da soli non costituiscono il Seder.

Il Seder di Pesach è una cena particolare che si consuma seguendo un ordine rituale ben preciso nelle prime due sere della festa di Pesach (in Israele solo nella prima); durante il seder si legge l’Haggadà, cioè il libro che narra della liberazione degli Ebrei dalla schiavitù.

La Pèsach o Pesah, detta anche Pasqua ebraica, è una festività ebraica che dura otto giorni e che ricorda la liberazione del popolo israelita dall’Egitto e il suo esodo verso la Terra Promessa. La Pasqua cristiana, pur con nuovi significati cristologici, trae origine da questa festività.

Nel Tanakh, il nome di Pesach indica particolarmente la cena rituale celebrata nella notte fra il 14 e il 15 del mese di Nisan in ricordo di quella che aveva preceduto la liberazione dalla schiavitù in Egitto; i successivi sette giorni vengono chiamati Festa dei Pani non lievitati. Questa settimana trae origine da un’antica festa per il raccolto delle prime spighe d’orzo e il loro utilizzo per preparare focacce senza lasciare il tempo necessario per il formarsi di nuovo lievito e così ottenere la fermentazione della nuova farina. La Pesach, quindi, segna il principio della primavera ed è anche chiamata Chag haaviv, cioè “festa della primavera”.

Dopo il più recente restauro del celebre dipinto di Leonardo, che ha richiesto 21 anni è si è concluso alla fine degli anni ’90, per la prima volta sul tavolo si vedono altre pietanze, tra cui anguille guarnite con fette d’arancia. Anguille e arance non erano certamente un piatto comune al tempo di Gesù ma un accoppiamento classico e diffuso in Italia nel XV° sec. e sono proprio due elementi apparsi sulle liste della spesa di Leonardo.

To Top