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Pull a pig, il fenomeno misogino che umilia le donne

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Una ragazza vittima del Pull a Pig

LONDRA – Un nuovo gioco crudele a spese delle donne meno affascinanti e obese è stato rivelato da una ragazza inglese che ne è rimasta vittima. Il gioco si chiama “pull a pig” (tira un maiale, ndr): si sceglie la ragazza più brutta e la si corteggia. Spesso è praticato in gruppo. Vince l’uomo che ha rimorchiato la ragazza meno bella. Per la donna la situazione si capovolge. Essere “pigged” vuol dire che si è rimaste vittime del “tira un maiale”, ossia dello scherzo.

Sophie Stevenson, la studentessa che ha raccontato in lacrime ai giornali la sua storia, ha detto di essere stata malissimo quando Jesse Mateman le ha detto che la relazione d’amore era stata uno “scherzo”.

“Pull a pig è un gioco in cui un ragazzo cerca di abbordare una ragazza grassa e brutta”, ha affermato la Stevenson.

C’è anche un sito http://pullthepig.com/ dove però non è facile entrare, provate voi. Lo ha lanciato nel 2014 un’intraprendente giovanotta di 23 anni, Josie Cunningham che sta cercando il suo spazio nel mondo del Grande Fratello.

La vittima del gioco, la 24enne Sophie, di Stoke-on-Trent, Inghilterra, aveva raggiunto Amsterdam per incontrare Jesse, 21 anni: 390 euro per il volo, un viaggio di 640 km per sentirsi dire attraverso un arido messaggio che si trattava di uno scherzo.

Quando è andata in albergo, ha ricevuto un sms e ha capito che si trattava di una trappola, l’olandese le aveva tirato un bidone. Mateman infatti le aveva scritto che era rimasta vittima del tira un maiale e aggiunto tre emoticon: due maiali e la faccina che ride a crepapelle.

La Steveson, distrutta, ha risposto: “Come puoi essere così crudele?” e umiliata per essere stata scaricata brutalmente, è scoppiata in lacrime, oltretutto sola in una città che non conosceva.

Mateman, quando la giovane è arrivata ad Amsterdam, non è andato a prenderla all’aeroporto come promesso e ha ignorato le sue telefonate. Sei ore dopo l’arrivo, si è degnato di scriverle il crudele messaggio su Snapchat e poi ha bloccato la ragazza così che non potesse contattarlo.

Sophie e Jesse si erano conosciuti a Barcellona, bloccati entrambi nell’attacco terroristico del 17 agosto, andarono a letto e iniziarono quella che lei credeva fosse una storia d’amore. Dopo la partenza, erano rimasti in contatto, si telefonavano, scambiavano dei messaggi.

“I miei amici, la mia famiglia non riescono a credere che si possa essere così crudeli. Questo fatto va ben oltre lo scherzo”, osserva la Stevenson.

“Sono furiosa e penso che sia un gioco pericoloso. Voglio che gli altri capiscano la gravità di quanto mi è accaduto così che possano difendersi”.

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