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Ramadan, mese di digiuno per milioni di musulmani, ma non per tutti è uguale

Ramadan, mese di digiuno per milioni di musulmani, ma non per tutti è uguale

Ramadan, mese di digiuno per milioni di musulmani, ma non per tutti è uguale

ROMA – Il Ramadan, scritto anche come “Ramazan” dalla traslitterazione turca “Rāmāzān”, è il mese santo nell’Islam durante il quale i musulmani digiunano per 30 giorni e quest’anno ha avuto inizio sabato 27 maggio. In tutto il mondo, centinaia di milioni di musulmani hanno cominciato il mese di purificazione e digiuno. Per i cristiani esiste una pratica analoga, quella della Quaresima, ma la decadenza dei tempi l’ha fatta cadere in desuetudine,

Come spiega il sito Regioni italiane, il Ramadan coincide, nel calendario musulmano, con il nono mese dell’anno e dura 29 o 30 giorni.

Il suo carattere sacro è fondato sulla tradizione fissata nel Corano secondo cui in questo mese Maometto ricevette una rivelazione dall’arcangelo Gabriele. In arabo la parola ha il significato di “mese caldo”, il che suggerisce che un tempo (quando i mesi erano legati al ciclo solare) il Ramadan venisse fatto durante un mese d’estate. In origine, il mese di Ramadan si svolgeva, come suggerisce suo nome, in un mese estivo, ma da quando lo stesso Maometto adottò un calendario puramente lunare di dodici mesi la posizione del Ramadan cambia di anno in anno. Il calendario islamico è formato da 355 giorni ovvero 10 giorni in meno dell’anno solare, il mese del Ramadan ogni anno ha luogo in un momento diverso dell’anno, cadendo progressivamente in una stagione diversa.

Durante il mese del Ramadan i musulmani praticanti devono astenersi dall’alba al tramonto dal bere, mangiare, fumare e fare sesso. Chi non è in grado di digiunare per malattia o in caso di viaggio può anche essere sollevato dal precetto, ma appena possibile, dovrà recuperare il mese di digiuno successivamente.

Visto lo scopo principale del Ramadan, ovvero quello di purificarsi da tutto ciò che esiste nel mondo materiale corrotto e corruttibile, e dal momento che ogni deglutizione è considerata corruzione del corpo e dell’anima, è vietato anche fumare e, secondo alcuni, anche utilizzare il profumo. L’ingestione accidentale di cibo, di sostanze liquide o gassose non è considerata, tuttavia, rottura del digiuno.

Le donne in gravidanza o che allattano, i bambini e i malati cronici sono esentati dal digiuno e dovrebbero, in sostituzione, fare la carità come ad esempio nutrire le persone bisognose indipendentemente dalla loro religione o etnia. Le donne durante il ciclo mestruale o le persone in viaggio non devono digiunare ma devono comunque recuperare il digiuno successivamente.

In occasione del Ramadan è anche richiesto di evitare arrabbiature o ira. Per alcuni studiosi di sciismo, tuttavia, in caso di rapporti sessuali, la violazione del dovere di astensione nel corso del Ramadan comporterebbe fustigazione e, in caso di recidiva, addirittura la pena di morte. Questa visione comunque, rimane in quasi tutti i casi non applicata nella realtà.

Quando il sole tramonta il digiuno può essere rotto. La tradizione vuole che si debba mangiare un dattero, perché così faceva il Profeta. In alternativa, è possibile bere un bicchiere d’acqua”.

Scrive il giornale pakistano Tribune che quest’anno il mese del Ramadan sarà molto caldo. Con interruzioni continue di corrente e un’afa inesorabile, le persone potrebbero ritrovarsi a calcolare il numero di ore del digiuno.

Quanto tempo durerà il digiuno, tuttavia dipenderà dal Paese nel quale si vive: in Groenlandia quest’anno è di 21,02 ore, seguito dall’Islanda con 21 e dalla Norvegia con 19,48; in Pakistan, India e Afghanistan sono oltre 15 ore e in Arabia Saudita 14,41. In Turchia 16,40, negli Stati Uniti 16,29 e in Cina 16,14. Chi vive in Australia, invece, osserverà quello più breve, di 11,35 ore. Per l’Italia, gli orari del Ramadan sono individuati a questo link.

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