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Come riconoscere una Scene Queen. Il Corriere della Sera stila un prontuario per aiutare i genitori a riconoscere se la propria figlia fa parte delle “regine della scena”. Secondo la giornalista Maria Egizia Fiaschetti: “Per i genitori, basta dare un’occhiata alle foto di queste pagine – quelle della serata per la scene queen più ‘forte’ d’Italia – per capire che stiamo parlando di una tendenza che va oltre il modo di vestire. E che incombe sui figli quando uno meno se lo aspetta. ‘Le regine della scena’- l’espressione più vistosa della generazione ‘emo’, che fonde look eccentrico e pose neo-dark da teen-ager depressi – spiccano per la cura quasi maniacale dell’immagine”.
Insomma, cari genitori fate attenzione. Sulle vostre pargole incombe una nuova moda che potrebbe trasformare vostra figlia in un incrocio tra Boy George e Lady Gaga. Ecco come individuare una Scene Queen: “Lunghi capelli ultra lisci – biondo platino, rosa fragola o con ciocche multicolori – trucco sensuale, vezzosi fermagli e accessori di ogni tipo. Il guardaroba mescola capi da groupie (le ragazze che accompagnavano le rockstar) anni ’80 – leggings, mini, collant smagliati, zeppe vertiginose – sdrammatizzati con un tocco d’ingenuità: sia il peluche o l’occhialone da nerd, lo stivale modello Yeti o la treccina innocente”
“Modelle controcorrente – si legge sul Corriere -, a caccia di consensi tra i coetanei: a scuola e nei luoghi dello struscio, in discoteca e sul Web. Avatar di se stesse, in un certo senso, vuoi per il gusto dello sdoppiamento, vuoi per scivolare con nonchalance da un’identità all’altra. Oggi strega, domani Cappuccetto Rosso con un’unica regola: farsi notare”. Una nuova tendenza, che ha anche un concorso a Milano. Ben otto concorrenti, selezionate nelle varie tappe regionali: Ellie Rapent, Enid Raven, Putty Smile, Mara Carrion, Nemi Core, Lu The Riddle, Kleo Odd, Dynamic Pussycat.
Una tendenza, una moda, pericolosa? Nessuno può dirlo. Una cosa è certa sono tutte adolescenti che danno libero sfogo alla fantasia. E viene da dire: “Che c’è di male?”. Allora perché mettere in allerta i genitori? Negli anni ’80 si vedevano ragazzine con guanti di pizzo tagliati sulle dite, grosse croci al collo, e minigonne su calze a rete strappate. Non erano prostitute si ispiravano semplicemente a Madonna in “Cercasi Susan disperatamente”. Adesso invece il modello è Lady Gaga. E allora bisognerebbe solo dire ai genitori: “Fate attenzione non a come si vestono le vostre figlie, piuttosto a cosa fanno se dovessero imitare la cantante, non solo nel look”.
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