Blitz quotidiano
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Stato civile, il giovedì a Rai 3 le nozze che fanno venire i terremoti

ROMA – Stato civile, il giovedì sera, più o meno alle 23, a Rai 3 vanno in onda le nozze che…fanno venire i terremoti. Qualcuno ha detto dai microfoni di una radio (e prima pensato) che i terremoti di agosto prima e ottobre poi in Italia siano stato il castigo divini per la legge sulle Unioni Civili, sì, insomma le unioni civilmente riconosciute tra umani dello stesso . Si è sentito in dovere di intervenire Papa Francesco in persona per attestare che una cosa del genere, a dirla e a pensarla, offende Dio stesso oltre che i terremotati…

Comunque eccole quelle nozze (matrimoni no, non sono proprio matrimoni a termine di legge, ma guai a ricordarlo agli…sposi). Eccole quelle nozze, in carne e ossa, nome e cognome. Da giovedì tre Novembre su Rai 3 per i successivi cinque giovedì. Sei puntate, 12 storie, 24 vite.

“L’amore è uguale per tutti ” prosegue il sottotitolo della trasmissione televisiva, ma la testa (se non il cuore) è nel titolo: Stato civile. Stato civile che è sia il modo per denominare la condizione giuridica sia la formula che descrive una comunità civilizzata, Stato civile appunto e che sa essere tale. Con l’approvazione della legge sulle unioni civili,anche in Italia, le coppie dello stesso possono ora veder riconosciuti i propri diritti. Una trasformazione sociale e culturale che incide nel profondo del tessuto sociale del Paese.

Da quest’estate, dal Nord al Sud, nelle grandi città e nei piccoli centri, hanno iniziato a celebrarsi le prime unioni civili. Ed allora Stato civile le racconta in tv le storie di queste coppie. Anzi, più che le storie racconta le vite. Anzi, più che raccontarle le fa vedere. Li vedi, praticamente ci parla e loro parlano con te, perfino con i tuoi giudizi e pregiudizi di cui tu discuti (se ne discuti) prevalentemente con te stesso.

Questi gay che vanno a nozze in Stato civile eccoli persone, individui. Non particolarmente belli, anzi. Sono segnati nel look dalla vita, come tutti. Non rispondono a nessun canone estetico, tanto meno a quello della mitizzata estetica gay. Sono corpi alquanto brutti, come la maggior parte di noi. Sono maledettamente veri, sono quelli del supermercato o dell’androne di fronte.

E soprattutto sono vivi, vivono praticamente in diretta le loro emozioni, anche ingenue, anche sciocche. Quelli della seconda puntata, tutti, avevano soddisfazione e contentezza da comunicare. Ma, tutti, avevano, portavano nello sguardo quel che inconfondibilmente vedi nello sguardo del cane bastonato. Sono umani che finora la vita, nella forma della famiglia, della società, dello Stato, del prossimo, sempre ha bastonato. Sono finalmente cittadini ma qualcosa dentro di loro ha ancora paura. E il montaggio, il ritmo, l’effetto se volete, degli autori di Stato civile è quello di farti partecipare alle loro nozze, da invitato se vuoi, oppure da spettatore, oppure, se vuoi ancora, da infiltrato nell’anima loro. E tutto insieme. Storie d’amore e di molto altro, storia di 12 coppie. Il ricevimento il giorno dell’unione, gli invitati, le scelte dei “dress-code”, ma anche i racconti degli “sposi”, della loro battaglia di vita e d’amore, delle famiglie che hanno approvato e sostenuto l’unione o di quelle che, invece, l’hanno osteggiata.

In ogni puntata le  storie di due coppie. Nella terza puntata – in onda su Raitre giovedì 17 novembre alle ore 23.10 – scopriremo chi sono Samuele e Daniele ed Elisabetta e Pam.

SAMUELE e DANIELE – Sono due ragazzi di Capoterra, in provincia di Cagliari, di 40 e 30 anni. Dal primo sguardo hanno sentito di essere fatti l’uno per l’altro e la decisione di unirsi civilmente è arrivata spontanea, per consacrare la loro storia, giovane ma già molto solida. Vivono e lavorano insieme, come istruttori di ballo in palestra, in più Samuele si occupa di malati e anziani come assistente domiciliare.

Daniele ha scelto come testimone la sua mamma, che lo ha molto sostenuto nel difficile rapporto col padre, ma è molto unito anche alle sorelle, tra cui Susanna, a cui ha donato un rene quando aveva 18 anni. Il loro matrimonio avrà due anime: una “all’americana”, con gli sposi uno di fronte all’altro sotto un bellissimo arco di fiori, e una “alla sarda”, con momenti tradizionali e rituali (il corredo, la rottura del bicchiere). L’intento invece è uno e condiviso: entrambi vogliono che il loro amore sia riconosciuto da tutti e finalmente oggi anche dalla legge.

ELISABETTA e PAM – Elisabetta 57 anni e Pamela 39 vivono a Recco e si amano da 5 anni. Per Elisabetta è stato un colpo di fulmine, mentre Pamela era restia, perché aveva da poco chiuso una relazione che le aveva lasciato l’amaro in bocca. Alla fine, però, Pamela capisce che Betta è la donna della sua vita, perché capace di darle tutto quello che, in termini di amore e comprensione, le era sempre mancato. Entrambe hanno alle spalle un passato da eter0sessuali, ma a un certo punto della loro vita (Betta a 25 anni e Pamela a 28) hanno capito di amare le donne.

La coppia non si è mai fermata dinanzi a nulla, sopratutto in ragione del fatto che i  componenti delle loro famiglie sono felici di questa relazione. Lavorano entrambe per un’agenzia di assicurazioni, amano molto i cani ( ne hanno due, presi dal canile) e sentono che l’unica cosa che manca alla loro vita è un figlio.

Per questo motivo andranno in Danimarca dove Pamela vorrebbe sottoporsi a fecondazione assistita, anche se avrebbero preferito poterlo adottare. Conservano un diario condiviso sul quale, all’inizio della loro storia, si lasciavano messaggi d’amore.