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Tassa di genere: essere donna costa il 20% in più

Stesso oggetto, se personalizzato per una donna, costa di più. A dirlo è stato il Department of Consumers Affairs di New York City che ha valutato ben 800 prodotti identici, scoprendo che a parità di prodotto, il “valore di genere” costa il 20% in più se per “genere” intendiamo “genere femminile”.

ROMA – Essere donna costa in media il 20% in più che essere uomo. Quando una donna acquista oggetti uguali a quelli dei maschi, sono costrette a pagarli molto di più perché le aziende produttrici di profumi, deodoranti, rasoi e vestiti applicano loro prezzi più alti. In media una donna spende 1.200 euro in più all’anno. Una sorta di tassa occulta, ribattezzata appunto “tassa di genere“, che si applica su prodotti quotidiani.

Uno scandalo denunciato sul quotidiano La Stampa da Vittorio Sabadin, che citato una ricerca fatta dal Dipartimento dei Consumatori di New York su oltre 800 prodotti uguali: nella maggior parte dei casi quelli per le consumatrici hanno prezzi più alti.

“Da Tesco – scrive Sabadin – i rasoi per la depilazione delle gambe non differivano da quelli venduti ai maschi per la barba, ma costavano quasi il doppio. Da Boots, 100 millilitri di fragranza Chanel Allure costavano 30 sterline alle donne e solo 23,5 agli uomini. E persino le penne Bic for her erano vendute a 2,99 contro 1,98 delle penne normali”.

In totale, parliamo di circa 1200 euro di spesa in più ogni 12 mesi.

“I prezzi più alti sono applicati al genere femminile fin dall’infanzia. Due monopattini esattamente uguali nella forma, nel peso e nelle caratteristiche, ma diversi nel colore, costano da Radio Flyers 24,99 dollari nella versione maschile e 49,99 in quella per le bambine”.

“I campi nei quali le donne sono più tartassate rispetto agli uomini – conclude Sabadin – sono quelli dei mutui e delle assicurazioni, della lavanderia, del parrucchiere, dei deodoranti, delle automobili e dei vestiti. Le assicurazioni sulla salute costano di più alle femmine (un miliardo in totale ogni anno negli Stati Uniti) perché vivono più a lungo, e un esperimento ha dimostrato che i concessionari di auto propongono prezzi più alti alle donne perché si presume che non siano in grado di valutare il valore di una vettura”.


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