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Templari, tesi choc: “In America prima di Colombo e…”

ROMA – “I templari arrivarono in America prima di Cristoforo Colombo e inventarono la carta di credito“: a sostenerlo è Mauro Giorgio Ferretti, presidente dei Templari cattolici d’Italia, associazione privata di fedeli che si ispira ai membri dell’ordine religioso cavalleresco medievale, attivo in Europa dal 1119 al 1314.

Sfruttando la corrente del Golfo, i templari sarebbero arrivati nel Nuovo Mondo prima del navigatore genovese, che avrebbe utilizzato per il suo viaggio proprio una carta nautica dei Templari. Non solo: questi ultimi avrebbero anticipato l’invenzione della carta di credito, una lettera senza valore, convertibile all’occorrenza in denaro, così da poter evitare rapine, soprattutto quando ci si recava in pellegrinaggio in Terra santa.

Due tesi affascinanti supportate non solo dall’ordine che Ferretti rappresenta, ma da molti altri siti che si occupano della storia cavalieri templari. L’ipotesi relativa alla possibilità che i cavalieri siano arrivati in America e che lo stesso Colombo si sia ispirato proprio alle loro gesta è principalmente legata al fatto che una delle loro flotte era dislocata nel porto francese di La Rochelle, situato nell’Oceano Atlantico. Perché un porto sull’Oceano se i loro viaggi erano rivolti solo verso la Terra santa? Probabilmente raggiunsero anche altre destinazioni, ben più lontane. Si legge sul Portale Medievale:

“Come faceva (Colombo) ad essere così sicuro di trovare terra? Come ha fatto su una rotta mai percorsa ad indovinare i venti, sia all’andata che al ritorno? Come ha fatto a non finire sulle barriere coralline? (…) La certezza dell’approdo avvenne di notte, ma Colombo per non correre rischi come se conoscesse le insidie di quei mari, ordinò lo sbarco la mattina del 12 ottobre. Stesso giorno, stesso mese in cui, nell’anno 1307, Filippo il Bello (Re di Francia) durante il pontificato di Papa Clemente V, fece scattare lo stermino dell’Ordine dei Templari. E ancora, perché Colombo usò stendardi e vele bianche con croce rossa del tutto simili allo stemma dei Templari?”.

Per quel che riguarda la presunta invenzione di un prototipo di carta di credito moderna, il sito MondiMedievali spiega che:

“I Templari divennero degli abili banchieri; con le loro carte di credito i pellegrini che viaggiavano all’epoca verso la Terra Santa potevano spostarsi portando con se poco denaro. Il sistema era semplice: ai pellegrini che versavano nelle casse dei templari una somma o dei valori, veniva rilasciata una pergamena in controvalore, contrassegnata con un sigillo templare. Una volta terminato il viaggio, il creditore si presentava presso una casa Templare, erano molte e sparse in tutto il Mediterraneo, per riscuotere il denaro versato. In questo modo, durante il viaggio, non si doveva temere di essere depredati di tutti gli averi”.

“I Templari erano monaci e cavalieri cattolici che seguivano la regola di san Bernardo di Chiaravalle e non furono mai eretici né negromanti o stregoni: la leggenda nera dei Templari è una stupidaggine. Non furono eretici ma martiri. Veneravano la Sacra Sindone, che portarono via da Costantinopoli nel 1204 e poi donarono ai Savoia, oggi è a Torino”, ha detto Ferretti, che nega la tesi secondo la quale l’ordine dei Templari sarebbe stato fondato il Francia: “Il fondatore dei Templari non fu un cavaliere francese, ma Hugone dei Pagani, un normanno nato a Nocera dei Pagani, quindi un italiano, un salernitano”, specifica.

In Italia l’attuale ordine dei Templari cattolici d’Italia conta 1300 appartenenti tra cavalieri e dame. Hanno oltre 100 sedi in tutta Italia. I loro principali obiettivi sono il recupero dei valori della cavalleria e della tradizione dei templari, attraverso preghiera, la meditazione e la difesa della fede. Il presidio delle Chiese abbandonate, aprendole anche agli altri fedeli, la lotta contro l’esoterismo, magia nera e satanismo. Uno degli ultimi raduni si è tenuto lo scorso 15 aprile a Mantova, dove ha avuto luogo anche la conferenza “I Cavalieri Templari: misteri e verità”.


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