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Un capo su 5 è psicopatico, studio: “Stessa media tra i carcerati”

ROMA – Il vostro capo è uno psicopatico? C’è qualche rischio che lo sia davvero e che la vostra percezione dei suoi atteggiamenti non sia del tutto infondata. Secondo uno studio australiano dello psicologo forense australiano Nathan Brooks, della Bond University. Dalla sua ricerca è emerso che l’incidenza di psicopatici tra i vertici di un’azienda è la stessa che si riscontra tra i carcerati: uno su cinque. Spiega il sito pagina99:

Il 21% dei 261 amministratori delegati esaminati dal professore australiano ha evidenziato i sintomi di psicopatologie clinicamente rilevanti, quali incapacità di entrare in empatia con gli altri, superficialità, egocentrismo, tendenza a mentire. Caratteristiche, a dire il vero, piuttosto diffuse negli ambienti di lavoro. Eppure Brooks non ha dubbi circa il fatto che questi tratti non solo si sposano perfettamente con quelli dello “psicopatico di successo” incline ai comportamenti illegali o non eticamente corretti, ma faciliterebbero le carriere di questi soggetti nelle aziende per via degli attuali criteri di assunzione che privilegiano le mere capacità professionali, trascurando le caratteristiche della personalità.

“Gli psicopatici tendono a essere affascinanti e appariscenti”, ha spiegato al sito News.eu il professor Scott Lilienfeld della Atkanta’s Emory University, “e questo permette loro di avere successo nel breve periodo, salvo poi pagare dazio con fallimenti nel lungo periodo”. Il disagio non riguarda i soli top manager ovviamente: “Gli psicopatici sono sovrarappresentati anche in altri ambiti, come la politica o gli sport ad alto rischio. La ricerca è solo agli inizi”.


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