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Chicago. Sciopero insegnanti continua e non giova alla campagna di Obama

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CHICAGO, STATI UNITI -Gli insegnanti di Chicago incroceranno le braccia anche lunedi e martedi, completamente indifferenti tra l’altro al fatto che il loro sciopero rischia di avere conseguenze politiche sulla campagna presidenziale per le ormai vicine elezioni del 6 novembre. L’accordo quadro raggiunto con le autorita’ non è stato votato dagli iscritti al sindacato dei docenti. E cosi’ le scuole resteranno chiuse, per riaprire forse mercoledi’, se alla fine l’intesa verra’ siglata.

Lo sciopero, il primo in 25 anni nel terzo distretto scolastico americano per grandezza, va dunque avanti: il sindacato si e’ dato appuntamento per martedi  offrendo cosi’altro tempo ai docenti per valutare l’accordo strappato alle autorita’. ”I nostri iscritti non sono contenti e vogliono capire se c’e’ spazio per ottenere altro”, afferma il presidente del sindacato, Karen Lewis.

Al centro del braccio di ferro con le autorita’ c’e’ il rinnovo del contratto, e soprattutto la riduzione dei benefit e le modalita’ di valutazione degli insegnanti, in parte legate a test standardizzati per gli studenti. Temi chiave di discussione anche a livello nazionale nell’ambito di un’attesa riforma del sistema dell’istruzione.

Per Rahm Emanuel, l’ambizioso sindaco di Chicago ed ex-capo di staff della Casa Bianca, sono tempi duri e il sindacato gli ha dato un sonoro schiaffo: non appena assunto l’incarico, Emanuel aveva individuato nella riforma dell’istruzione a Chicago una delle sue priorità. E invece ha incassato uno sciopero che dura da una settimana, lasciando a casa 350.000 studenti con i loro genitori disperati e timorosi che, fuori dalle aule scolastiche, si mettano nei guai.

Lo sciopero, ampiamente seguito dai media americani, è il primo in una grande citta’ degli Stati Uniti da almeno sei anni e ha attirato l’attenzione a livello nazionale perche’ rappresenta una sfida di alto livello per il sindacato degli insegnanti, che ha visto minacciata la propria influenza con la crescente spinta riformista.

Lo sciopero rischia di avere anche ripercussioni politiche, poichè rischia di dar luogo ad una dura e lunga battaglia sindacale nella citta’ adottiva del presidente Barack Obama all’apice della campagna elettorale e guidata da un sindaco democratico suo amico di lunga data che sembra incapace di ricondurre gli studenti in cattedra e gli studenti dietro i banchi.


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