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“Vangelo della moglie di Gesù è falso”: studiosa Harvard si arrende

NEW YORK – Quando venne alla luce a Roma quattro anni fa, “scoperto” da una storica della Harvard Divinity School, fece enorme scalpore e divise studiosi e fedeli. Il minuscolo frammento di papiro che riporta un brano in lingua copta con le parole “Gesù ha detto loro: ‘mia moglie …'” e, poco sotto, “lei sarà in grado di essere mia discepola” era stato difeso con le unghie e con i denti dalla professoressa Karen King contro il Vaticano che ne aveva contestato la autenticità.

Oggi, in seguito a una inchiesta della rivista “Atlantic”, la stessa King ci ha ripensato. Il cosiddetto “Vangelo della moglie di Gesù” “probabilmente è un falso”, ha ammesso la studiosa americana dopo che il mensile ha portato in luce la bizzarra storia del misterioso proprietario del frammento: Walter Fritz, un tedesco che vive in Florida, è il proprietario di un business creato attorno alla moglie che, a suo dire, durante i rapporti sessuali parla in Aramaico.

La King aveva permesso a Fritz di rimanere anonimo, ma l’uomo ha confessato all’Atlantic di esser stato lui a dare il papiro alla studiosa. Sono inoltre emerse una serie di stranezze nella storia: nel passato di Fritz c’è la direzione di un museo nella Germania dell’Est da lui lasciato dopo la scomparsa di alcuni pezzi. Inconsistenze anche su come avrebbe acquisito il frammento oltre a un background di esperto in lingua copta, che gli avrebbe permesso di creare il falso.

Se il Vaticano tira un sospiro di sollievo, per la King si aprono tempi duri. All’epoca il “Vangelo della moglie di Gesù” circondato da un mistero che aveva fatto evocare il romanzo di Dan Brown “Il Codice da Vinci”, era stato datato in base all’inchiostro da tre laboratori Usa – MIT, Columbia e Harvard – tra quarto e ottavo secolo dopo Cristo. “Non è la dimostrazione che Gesù ha avuto una moglie o che tra i discepoli ci fossero donne”, aveva detto la King: “Ma adesso si può concludere con qualche certezza che tra i primi cristiani c’erano discussioni attive su celibato, , matrimonio e discepolato”.

Contro di lei aveva tenuto la linea Leo Depuydt, egittologo della Brown University, secondo cui il frammento è “così manifestamente falso da “sembrar pronto per uno sketch dei Monty Python”. Depuydt non aveva analizzato il papiro e aveva detto di “non sentire il bisogno di farlo”, convinto della sua tesi dai “grossolani errori grammaticali” e dal fatto che ogni parola coincide con quelle del Vangelo di Tommaso, un testo paleocristiano scoperto in Egitto nel 1945.


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