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“Rubare per fame non è reato”. Siete d’accordo? Sondaggio

ROMA – Rubare in stato di necessità non è reato, secondo la Corte di Cassazione. Voi cosa ne pensate? Vi sembra giusto piegare la legge alle asserite necessità di chi ruba? E questo vale solo per i barboni o anche per chi non ha i soldi per pagare le tasse o le bollette?

Ricordiamo i fatti.

La Coorte di Cassazione, con la sentenza numero 18248 della Quinta sezione penale, ha annullato completamente la condanna per furto inflitta dalla Corte di Appello di Genova a un giovane straniero senza fissa dimora, affermando che non è punibile chi, spinto dal bisogno, ruba al supermercato piccole quantità di cibo per “far fronte” alla “imprescindibile esigenza di alimentarsi”.

Il cloc ucraino di 30 anni Roman Ostriakov, che aveva già dei precedenti di furti di generi alimentari di poco prezzo, commessi sempre perchè spinto dalla fame, era stato condannato a 6 mesi in primo grado e in appello per il furto di wurstel e formaggio per un valore di 4 euro in un supermercato di Genova.

Il ricorso in Cassazione lo aveva fatto il Procuratore generale della Corte di Appello di Genova che chiedeva per l’imputato, non l’assoluzione, ma uno sconto di pena con la derubricazione del reato da furto lieve, come stabilito in primo e secondo grado, in tentato furto dal momento che Roman era stato bloccato prima di uscire dal supermercato, dopo essere stato notato da un cliente zelante e poco solidale con lo stomaco vuoto altrui che aveva avvertito il personale vigilante. Il cloc alla cassa aveva pagato solo una confezione di grissini, non i wurstel e le due porzioni di formaggio.

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