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A che ora gioca l’Italia? Italia-Germania, l’orario

A che ora gioca l'Italia? L'orario di Italia-Germania.

A che ora gioca l’Italia? Italia-Germania si giocherà sabato 2 luglio alle ore 21. La partita si potrà vedere in chiaro su Rai Uno e in diretta streaming sul sito ufficiale della Rai. Una partita che spaventa i tedeschi: “Gli italiani ci hanno battuto troppe volte pur non dimostrando di essere la squadra migliore” ha detto Franz Beckenbauer, in campo nella partita del secolo nel 1970 Italia-Germania 4-3.

Lothar Matthäus ha detto la sua sulla gara fra gli azzurri e la Spagna: “Fin dal primo momento si è visto che la squadra di Del Bosque non voleva passare il turno – ha affermato –. Non ha giocato il calcio a cui ci ha abituato. L’Italia ha vinto meritatamente. La statistica non parla in nostro favore. Ma i tabù sono fatti per essere spezzati. Non mi interessano i numeri, ma il presente. Se la Germania gioca come contro la Slovacchia non dobbiamo temere nessuno, nemmeno il passato. Dobbiamo essere consapevoli delle nostre forze, ma sarei contento anche se vincessimo con un risultato striminzito. Io dico 2-1. Thiago Motta? Non è titolare, non gli mancherà”. “L’Italia è una squadra ben organizzata – ha continuato Matthäus –. Difendono bene e partono in contropiede, come dimostrato sia nel secondo gol di Pellé che contro il Belgio all’esordio. Ma l’epoca d’oro spagnola è finita. Secondo me se gli arbitri stanno attenti possiamo ricevere un rigore a nostro favore, loro tirano molto le maglie su calcio da fermo…”.

I diffidati. Non ci sarà Thiago Motta, squalificato. Ma l’Italia si porta in dote 11 diffidati. Dalle semifinali verranno invece azzerate le diffide. (ma non, appunto, le eventuali squalifiche). Questi gli azzurri diffidati: Buffon, Bonucci, Chiellini, De Rossi, Eder, Sirigu, Barzagli, Zaza, Insigne, De Sciglio e Pellè.

“Le condizioni di De Rossi sono discrete. Non ci sbilanciamo, perché queste sono partite in cui bisogna essere al 120%. Sono gare intense, fisiche, non basta stare ‘quasi bene’, occorre stare benissimo”. Risponde così, Antonio Conte, alla domanda che tutti i tifosi italiani si stanno ponendo nelle ultime ore: ce la farà il centrocampista giallorosso a recuperare dall’infortunio accusato con la Spagna? Il c.t. azzurro, alla vigilia della sfida con la Germania nei quarti di Euro 2016, prosegue e precisa: “Ho fiducia in tutti i componenti del nostro gruppo. Se dovremo adattare qualcuno a giocare in una posizione diversa dal solito non verrà catapultato nel nulla, c’è un contesto organizzato. E questo accadrà sia se dovessimo proporre tre uomini a centrocampo sia se fossero solo due. Dite che ho stressati troppo i miei giocatori emotivamente? Non scherziamo, ho problemi ben più gravi di cui occuparmi… Stiamo dimostrando che attraverso il lavoro e il sacrificio dei ragazzi si può far fronte a un periodo non brillante del nostro calcio. Domani servirà qualcosa di super-straordinario, ma ci siamo costruiti certezze, sia nei momenti in cui avremo il pallone che in quelli in cui non l’avremo”.

Poi Conte passa ad analizzare la Germania, temibile rivale a Bordeaux: “E’ diversa dalla Spagna e oggi è più forte, è la squadra più completa al mondo, figlia di un movimento calcistico importante – spiega -. Ha tecnica, talento, fisicità, principi di gioco, organizzazione, stelle che si mettono al servizio del gruppo… ha tutto quello che serve per essere una grande nazionale. Si avvicina più a un club che a una selezione. Dovremo essere bravi a imitare la Germania in alcuni aspetti e poi a farle male. Ci giocheremo le nostre carte conoscendo pregi e difetti, nostri e degli avversari, come è accaduto con la Spagna”.

a Nazionale italiana è migliorata molto, rispetto agli stenti primaverili: “Sarà una grande partita per noi. Se si tornasse indietro, un mese fa non ci sarebbe stata storia – riflette Conte -. Ma oggi siamo qui, a giocarci meritatamente un quarto di finale. Siamo cresciuti tanto rispetto all’amichevole di Monaco a marzo, in cui venimmo sconfitti sonoramente. E proveremo a ribaltare una situazione impari. Abbiamo rispetto per la Germania, ma non partiamo battuti. Vedremo se il gap si è allargato o ristretto. Abbiamo studiato, siamo preparati. I tanti diffidati? Non sono una preoccupazione, qui non c’è domani per chi perde”.