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Albania-Italia, De Biasi: “Sono stato a un passo dall’azzurro”

Albania-Italia, De Biasi: "Sono stato a un passo dall'azzurro"

Gianni De Biasi
ANSA/LUCA ZENNARO

PALERMO – Comunque vada, Italia-Albania sarà “una partita speciale” per Gianni De Biasi e per tutta la comunità ‘arbereshe’ siciliana.

Non ci sarà un’invasione ‘rossa’, come nel 2014 a Genova, ma anche a Palermo, i ‘vicini di casa’ avranno il sostegno di circa 3 mila fan che riempiranno il settore ospiti dello stadio Renzo Barbera.

Gli altri tifosi saranno sparsi per i vari settori dell’impianto: si parla di circa 13-14 mila biglietti finiti nelle mani dei supporter ospiti.

Una storia di amicizia e tradizioni che in Sicilia va avanti dalla fine del 1488 quando alcuni esuli, in fuga dagli Ottomani, raggiunsero la provincia di Palermo e si stabilirono in un paesino poi chiamato Piana degli Albanesi.

“Ci sono stato nei miei anni in rosanero (105 presenze, dal 1983 al 1986) – ha detto De Biasi -. Forse è stato un segno del destino. L’amicizia tra i due Paesi è una cosa bellissima e sentire l’inno di Mameli cantato dagli albanesi è stata una delle cose più emozionanti della mia carriera”.

Per De Biasi, questa sfida può essere l’occasione della ‘vendetta’, quella per non essere riuscito – dopo essere stato a un passo dalla mèta – a diventare il ct della Nazionale.

“Sarei felice di ‘intralciare’ il percorso di qualificazione degli azzurri – ha spiegato -. Io gioco per vincere, ma non cerco rivincite”. Eppure, solo qualche giorno fa, proprio De Biasi è tornato a quelle giornate frenetiche in cui la spuntò Giampiero Ventura, dicendo di sapere chi avrebbe fatto scendere le sue quotazioni a favore dell’ex allenatore del Torino.

“So chi mi ha ostacolato quando potevo diventare ct dell’Italia. Per il momento – ha ribadito – basta che lo sappia io, magari in futuro lo dirò. Per adesso preferisco tenerlo per me”. Ma quella fra Italia e Albania, al di là delle sfide personali, è soprattutto un match fondamentale per la qualificazione ai Mondiali in un girone quasi proibitivo per gli avversari di domani.

“Il valore dell’Italia si conosce. Noi – ha sottolineato de Biasi – abbiamo bisogno di fare risultato, ma non possiamo usare l’organico che ci ha portato agli Europei. Comunque, contro avversari forti, abbiamo fatto bene, spero di riuscirci anche domani. La differenza tecnica tra le due squadre è notevole, dobbiamo cercare di gettare il cuore oltre l’ostacolo”.

De Biasi deve risolvere ancora il rebus-formazione. “Ho tre o quattro dubbi – ha detto – credo si risolveranno all’ultimo momento. Ci sono giocatori con caratteristiche simili, devo fare tutte le valutazioni del caso. Rivelerò la formazione alla squadra solo domani, mi voglio prendere tutto il tempo possibile. Bisogna pensarci bene. Un miracolo? Forse servirebbe”.

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