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Antonio Conte, giorno dei 30 convocati. Ma calcioscommesse..

MILANO – Quella di lunedì 16 giugno per Antonio Conte è una giornata chiave su più fronti. C’è la questione tecnica, gli europei di Francia che arrivano: lunedì Conte diramerà la sua prima lista per lo stage. Lista ancora parziale visto che juventini e milanisti in questa fase non ci saranno: se ne riparlerà dopo la Coppa Italia.

Ma c’è anche la questione calcioscommesse. E sempre lunedì dopo il lungo appello degli avvocati degli imputati (oltre 100) il giudice dell’udienza preliminare di Cremona Pierpaolo Beluzzi tirerà le somme della maxi-inchiesta del procuratore Roberto Di Martino, che ha diretto gli agenti della Mobile della città lombarda e dello Sco, leggendo la sentenza al termine del processo con rito abbreviato per il ct della Nazionale Antonio Conte e gli altri imputati che hanno scelto il processo “allo stato degli atti”, senza quindi un’ulteriore attività istruttoria e che consente in caso di condanna lo sconto di un terzo della pena.

Con la sentenza-ordinanza di Beluzzi si saprà anche la sorte dei tutti coloro, una novantina che, invece, hanno puntato al proscioglimento in udienza preliminare e che, se dovesse andare loro male, dovranno subire un processo. Per il ct della Nazionale, Di Martino ha chiesto sei mesi con la condizionale con l’accusa di frode sportiva in relazione in occasione di Albinoleffe-Siena del 29 maggio del 2011. Dall’allenatore, che si è sempre proclamato estraneo alla vicenda e che ai tempi era sulla panchina della squadra toscana, sarebbe venuto un sostanziale ‘benestare’ alla combine dell’incontro.

Nel corso dell’inchiesta era caduta nei suoi confronti l’originaria imputazione di associazione a delinquere e anche un secondo episodio contestato: Novara-Siena del 30 aprile dello stesso anno. L’accusa ha chiesto una condanna a quattro mesi e quattromila euro di multa, per il vice di Conte in quel periodo, e anche oggi in Nazionale, Angelo Alessio. Per un’altra novantina di imputati è stato chiesto il processo per associazione a delinquere e frode sportiva. Tra questi, il laziale Stefano Mauri, l’ex bomber della Nazionale Beppe Signori, l’ex allenatore dell’Atalanta Stefano Colantuono, lo stesso Doni e altri tra calciatori, ex atleti e dirigenti di squadre di Serie A, B e Lega Pro. .