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Armando Izzo, pentito: Voleva arruolarsi Camorra, ma boss..

NAPOLI -Quando Armando Izzo aveva una quindicina d’anni ed era solo un ragazzo di Scampia che giocava bene al calcio voleva arruolarsi nella Camorra. Desiderava la protezione di un clan, l’appartenenza. In particolare voleva far parte del clan Vinella Grassi, quello smantellato lunedì 23 maggio dall’inchiesta sulle scommesse. Ma i reggenti del clan dissero no. Dissero che quel ragazzino prometteva troppo bene e che al clan sarebbe stato più utile calcando un campo di calcio. Ricostruzione, questa, tutta da verificare e raccontata ai magistrati da Antonio Accurso, fratello del boss più potente della Vinella.

Ma quella di Accurso non è l’unica testimonianza. Come riporta Fulvio Bufi per il Corriere della Sera ci sono anche pentiti che riportano la stessa versione, quella di un Izzo desideroso di diventare un giovane affiliato della Camorra. Scrive Bufi:

Un collaboratore di giustizia racconta che quando aveva 15 o 16 anni Izzo voleva diventare uno di loro. Il 27 luglio del 2015, Antonio Accurso, fratello del boss più potente della Vinella (Umberto, arrestato meno di due settimane fa ) dichiara: «Nel periodo 2007-2009, Izzo Armando non voleva più giocare a pallone e voleva affiliarsi con noi della Vinella Grassi, ma noi ritenemmo importante per lui che giocasse a pallone».

Un altro collaboratore, Mario Pacciarelli, conferma: «Voleva diventare un affiliato della Vinella Grassi». Aveva un cugino nel clan, Gaetano Petriccione, e «voleva fare “il suo ragazzo”, affiancarlo in attività criminali». Ma dal carcere il capoclan Armando Petriccione, padre di Gaetano e zio acquisito di Armando, non diede il benestare: «Fece giungere al figlio un’ ambasciata, dicendo che Armando, avendo un talento come calciatore, doveva seguire quella vocazione, come avrebbe voluto il padre».

La difesa di Izzo.  ”Non c’entro assolutamente niente, credo nella magistratura”. Armando Izzo, il giocatore napoletano del Genoa indagato nell’inchiesta su calcio e camorra, assicura di essere estraneo alla vicenda che lo tira in ballo per due match sospetti, quando il difensore giocava in B con l’Avellino. ”Mi sembra di vivere un incubo – dice Izzo a Skysport -. Ricordo solo che ero infortunato in quelle due gare (Modena-Avellino e Avellino-Reggina ndr) e che non ho neanche giocato, ora mi sento un po’ abbattuto a leggere queste cose”.

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