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Basket, Golden State campioni Nba ma ‘boicottano’ Trump

Basket, Golden State campioni Nba ma 'boicottano' Trump
Basket, Golden State campioni Nba ma 'boicottano' Trump

Basket, Golden State campioni Nba ma ‘boicottano’ Trump. EPA/MICHAEL REYNOLDS

ROMA – Dopo un solo anno i Golden State Warriors tornano sul trono Nba. La franchigia californiana ha sconfitto in finale i Cleveland Cavaliers per 4-1 imponendosi per 129-120 in gara -5 sul parquet amico della Oracle Arena di Oakland.

E’ quindi il momento della festa per il quinto titolo nella storia del team californiano, ma ora tiene banco la vicenda, di cui ha cominciato per prima a parlare la NBC, secondo cui Kevin Durant e compagni avrebbero deciso di non andare alla Casa Bianca per festeggiare – come da tradizione – il titolo anche con il Presidente in carica.

Ma ai Warriors, in primis a coach Steve Kerry ma anche a vari giocatori tipo la superstar Stephen Curry, certe idee e decisioni di Donald Trump proprio non piacciono, da qui sarebbe partita la decisione, condivisa secondo la NBC dall’intero spogliatoio, di non accettare l’invito del Presidente.

Cosa che negli Usa avviene, ogni anno e in ogni sport, per tutte le squadre che vincono un titolo nazionale: successe anche, nel 2014, agli azzurri del tiro a segno Petra Zublasing e Niccolò Campriani, invitati da Barack Obama assieme ad altri 400 studenti-atleti dei college americani, come vincitori del campionato nazionale universitario Ncaa con il team della West Virginia University.

E va anche ricordato che due anni fa, quando vinsero un altro anello, i Warriors alla Casa Bianca andarono, per la gioia di Obama, grande appassionato di basket. Ora bisognerà vedere come reagirà lo staff di Trump. Intanto i Warriors festeggiano insieme ai loro tifosi, in un vero e proprio trionfo popolare sfilando per le vie di Oakland, il titolo che significa anche la rivincita sui Cavs per la sconfitta in finale dello scorso anno.

Allora LeBron James e soci rimontarono uno svantaggio di 1-3 (la situazione in cui sono trovati anche quest’anno) per vincere l’anello in gara -7. In questa stagione le cose sono andate diversamente e dopo aver fallito il primo match-point venerdì notte a Cleveland, i Warriors hanno chiuso i giochi in gara -5 grazie soprattutto ai 39 punti di Kevin Durant.

L’ex giocatore degli Oklahoma City Thunder, arrivato ai Warriors proprio in questa stagione ed eletto miglior giocatore delle finali, può così festeggiare il suo primo titolo Nba. Rilevante in gara -5 anche la prestazione di Stephen Curry, autore di 34 punti. Ai Cavaliers non è bastata la grande prestazione di James, autore di 41 punti, 13 rimbalzi e 8 assist.

Quella dei Warriors è stata una stagione impressionante: dopo aver chiuso la regular season con un bilancio di 67 vittorie ed appena 15 sconfitte, hanno battuto nei playoff nell’ordine Portland, Utah e San Antonio sempre per 4-0 per subire un’unica sconfitta con Cleveland.

I Warriors sono stati inoltre la prima squadra a segnare oltre 100 punti in tutte le partite della serie finale. “Oggi il titolo è solo la ciliegina sulla torta – ha raccontato Durant dopo la premiazione -. Mi ricordo il primo giorno di training camp non sapevo cosa aspettarmi, non conoscevo quasi nulla di questa squadra, di questo gruppo di ragazzi. Volevo solo essere me stesso, ed è così che mi sono comportato per tutta la stagione. Mi ricordo la prima amichevole stagionale a Vancouver, quando ho capito subito di aver trovato il gruppo che volevo, il cameratismo che cercavo. Ci avete chiamato un superteam fin dal primo giorno, ma tanti superteam in passato non ce l’hanno fatta a vincere, mentre noi sì. Siamo stati tutti capaci di sacrificarci per poter oggi essere campioni”.

“Ho dato tutto quello che avevo, non è bastato – ha dichiarato da parte sua LeBron James – loro sono stati la miglior squadra vista su un parquet negli ultimi tre anni. E come quando voi giornalisti scrivete il miglior articolo della vostra carriera ma c’è qualcuno che ne scrive un altro ancora più bello e interessante. A volte non ci si può far niente…”.

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