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Brexit, Premier League: 300 calciatori perderanno lo status di comunitari

LONDRA – Tra le grandi paure dopo Brexit, c’è anche quella della Premier League: 300 calciatori perderanno infatti lo status di comunitari. Con l’addio del Regno Unito all’Europa, le ripercussioni sul campionato inglese saranno quindi decisamente importanti. Sono 322 infatti i giocatori professionisti che militano nelle squadre inglesi e scozzesi e che non rientrano più negli standard di accoglienza.

La Premier League si era pronunciata a favore del “remain” e non per un ideale ma per un calcolo, nel breve e nel lungo termine.

Come scrive Enrico Sisti per Repubblica:

Rischia di diventare una specie di apocalisse finanziaria. I primi segnali si percepirebbero fra due anni. Fra sette si verificherebbe uno scollamento e un impoverimento senza ritorno per Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord. Il terremoto sarà uno e sufficientemente devastante per allontanare per sempre il ricordo del calcio inglese modello di riferimento e suggestione culturale permanente. Il primo danno sarà “umano”: i calciatori europei perdono il diritto di entrare e uscire liberamente dal Regno Unito. A pagarla di più saranno le società più ricche, avrà ripercussioni clamorose sulle rose della Premier League. Forse meno, almeno inizialmente, sulle categorie inferiori.

Stretta inevitabile anche sui calciatori extra-comunitari, i quali dovrebbero rispondere a criteri governativi più rigorosi e limitanti. Facendo una rapida somma dei professionisti delle due principali divisioni del calcio inglese e scozzese, più di 300 calciatori (si calcola 322) non rientrerebbero più negli standard di accoglienza, 100 nella sola Premier. Solo 23 dei 180 stranieri attualmente in rosa nel campionato maggiore avrebbero il permesso di lavoro e nessuno dei 53 della Scottish Premier League potrebbe garantirsi la permanenza in Scozia sulla base del proprio profilo agonistico. Una “diminutio” implacabile che non risparmierà neppure la terza e la quarta divisione inglese, dove 109 calciatori sarebbero costretti a fare le valigie. Il vice-presidente del West Ham Karren Brady ha scritto ai soci: “L’uscita dall’Europa avrebbe effetti devastanti”.