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Calcio: Allan Delon, Lennon e Hugo, quei “falsi d’autore”

Calcio: Allan Delon, Lennon e Hugo, quei "falsi d'autore"

Calcio: Allan Delon, Lennon e Hugo, quei "falsi d'autore"

Calcio: Allan Delon, Lennon e Hugo, quei “falsi d’autore”.
ANSA/ARCHIVIO

Controfigure spesso pallide sul piano qualitativo rispetto agli originali, ma anche qualche grande campione. Da SOCRATES passando per JOHN LENNON e MICHAEL JACKSON, fino a VITOR HUGO, neoacquisto della Fiorentina.

Il calcio si fonde con la filosofia e la musica, la letteratura e la storia. Nomi veri e omonimie create ad hoc. Una specie di falso d’autore in salsa sportiva. La Fiorentina ha il precedente di Socrates, grande giocatore e filosofo non solo nel nome, che gli azzurri si trovarono di fronte nella semifinale dei mondiali di Spagna nel 1982. Ma non tutti sono grandi come lui, e sempre in viola – in attesa di vedere all’opera Hugo – non è rimasta traccia dell’omonimo di BISMARCK, un modesto ghanese che finì poi la carriera nelle serie minori italiane.

Alcuni di questi illustri ‘falsi’ sono passati anche nel calcio italiano. Maicon l’ex roccioso difensore dell’Inter del triplete e poi della Roma si chiama in realtà MAICON DOUGLAS, scelto dai genitori in onore dell’allora re di Hollywood, Kirk Douglas. Nel 2009, la Reggina schierava in campo addirittura MOZART, passato pure dal Livorno, mentre in anni più lontani il Perugia di Gaucci ebbe fra i suoi GHEDDAFI, che però non era un falso ma il vero figlio del dittatore libico.

Quel Perugia, sempre alla ricerca di nuovi talenti, si interessò anche di ALLAN DELON, giocatore brasiliano che si portava dietro l’evidente riferimento al celebre attore francese; in famiglia le ‘omonimie’ artistiche non finiscono qui, visto che una sorella si chiama Shirley MacLaine, come la nota attrice americana.

L’omonimia allegra che spruzza leggerezza nel mondo dello sport è fenomeno di tradizione brasiliana, dove ai nomi di persona è associato spesso un ‘apelido’ (soprannome) che diventa quello prevalente e noto al grande pubblico. Nell’Atletico Goianense di qualche anno fa, squadra all’epoca della serie B brasiliana, giocavano in contemporanea Adriano MICHAEL JACKSON, JOHN LENNON, MAHATMA GANDHI e JESUS.

Il primo di questi deve il suo apelido al fatto che dopo ogni gol esulta imitando le movenze del famoso cantante americano. Su Lennon pesa invece la passione musicale dei genitori, mentre sugli altri due nomi è evidente il riferimento politico e religioso, anch’esso partorito dalla fantasia familiare. Nella serie B brasiliana gioca anche un certo STEVE WONDER, omonimo del leggendario cantante americano.

Pikachu, nel Vasco, ricorda il cartoon che ha fatto impazzire milioni di bambini nel mondo. In campo filosofico, a parte Socrates, spicca sicuramente il panamense TEMISTOCLES Peres, classe 1981. Nel caso di Sosthenes Jose Santos, 30enne attaccante dell’Atletico Mineiro, il nome vero SOSTHENES è stato soppiantato dall’ignoto Neto Bertola. Anche la scienza trova spazio in questa galleria di nomi bizzarri associati al calcio, in Uruguay c’è stato anche un GALILEO GALILEI Percovich, portiere, anche nazionale, ora allenatore in Canada. Le omonimie non riguardano solo i grandi delle lettere o di altri mondi, perchè lo stesso calcio annovera molti ‘falsi’ autentici.

Nel Belo Horizonte gioca un 29enne che reca nel nome le leggende del calcio di sempre Pelè e Maradona. I suoi genitori non si sono fatti scrupolo a dichiararlo all’anagrafe come Diego Maradona do Nascimento da Silva. Più modeste le pretese del portiere dell’Angers in Francia, un camerunense che si chiama Leo Messi. Dopo aver giocato in tanti campionati slavi, è approdato a Sofia in Bulgaria il brasiliano Platini, mentre l’ex difensore juventino e nazionale francese Patrick Vieira ha il suo bravo omonimo nel Palmeiras.

E sempre in terra carioca, nel Ceara, gioca un certo EUSEBIO pallidissima controfigura della pantera portoghese. Segno evidente che non basta un nome a fare un campione.

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