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Calcio, evasione fiscale: Lavezzi e manager intercettati

NAPOLI – Calcio, inchiesta sulla presunta evasione fiscale. La telefonata fra il calciatore argentino Ezequiel Lavezzi e il suo manager Alejandro Mazzoni del 20 gennaio 2012 che ha dato spunto all’inchiesta sulla presunta evasione fiscale in cui sono coinvolte numerose società nonché giocatori e procuratori è stata depositata dalla Procura di Napoli.

Durante la conversazione Lavezzi chiede notizie circa l’esistenza o l’apertura di un conto corrente estero in favore di un calciatore denominato in codice “Negro” che poi verrà identificato dai Carabinieri in Cristian Chavez, calciatore argentino acquistato dal Napoli in quella stagione. Un acquisto che sembra sollecitato dallo stesso Lavezzi.

Mazzoni riferisce che il conto estero era stato chiuso e si stava attivando per aprirne uno nuovo presso un’altra banca svizzera. Lavezzi – scrivono i Carabinieri – sollecitava tale operazione in quanto bisognava accreditarvi 80.000 euro ricevuti in “premio”.

Secondo gli inquirenti è del tutto evidente che gli 80.000 euro si riferiscono a premi che il calciatore ha ottenuto dalla società del Napoli. Nella telefonata Lavezzi dice: “Tu poi hai aperto il conto al Negro o no?”. Mazzoni risponde con una domanda: “Fuori?”. “Si”, risponde Lavezzi e Mazzoni aggiunge: “No perchè hanno cambiato la banca. Bisogna fare un nuovo conto, si deve chiedere ad Ale di inviare le nuove carte. Hanno appena aperto la nuova banca, quella svizzera, la Farankin…” Lavezzi: “Bene, perchè…” Mazzoni: “Gliela avevo fatta aprire al Negro nella Hsbc e abbiamo chiuso tutti i conti alla Hsbc”. Lavezzi: “Va bene”. Mazzoni: “Quindi si deve fare da capo” Lavezzi: “Va bene ascoltami. Perchè non fai inviare le carte da…” Mazzoni: “Me li farò inviare via mail così glieli faccio firmare io prima di andare via”. Lavezzi: “Certo perchè il Negro ha i soldi che lì sono entrati del premio. Così li manda fuori”. Mazzoni: “Si si me l’ha detto me l’ha detto che ne ha circa 80. Si perfetto… si me ne occupo io, oggi me ne occupo”.

C’è anche un passaggio nel quale si parla del progetto di Lavezzi e del suo manager di andare via da Napoli per sistemarsi in un’altra squadra nella telefonata fra il calciatore argentino e il suo manager Alejandro Mazzoni, del 20 gennaio 2012, che ha dato spunto all’inchiesta della Procura di Napoli sulla presunta evasione fiscale in cui sono coinvolte numerose società nonché giocatori e procuratori.

Nella telefonata Mazzoni riferisce di avere parlato con il presidente al quale ha detto: “Nessun problema, solo che il ragazzo non ce la fa più. Vive da cinque anni chiuso in casa. In un carcere di lusso e di questo ne abbiamo già parlato l’anno scorso in barca e lui mi ha detto: ‘si, si, ma come prima cosa si deve trovare la squadra che paghi la clausola’”. “Gli ho detto: ‘pres, la clausola è un prezzo orientativo in modo che la società sia protetta, un prezzo alto quando l’abbiamo messa”.

Lavezzi: “Ma noi siamo stati chiari!”. Mazzoni: “…è normale, ognuno fa il suo discorso. Ovviamente uno cercherà di trovare i quei soldi… credo che se uno trova la società … se gli interessi a una società come il Manchester City, Paris Saint-Germain (la squadra alla quale sarà ceduto, ndr) quei tipi di società che spendono quantità di soldi, si rispetta la clausola altrimenti io penso che il prezzo logico è 25 milioni di euro… ovviamente lui ha detto: ‘noi l’abbiamo valorizzato’. ‘no, presidente, non è così, quando lui è arrivato era già un campione, sono cresciuti insieme, io credo che il Napoli gli ha dato molto però anche lui ha dato molto al Napoli”.

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  • Calcio, Lavezzi nella foto LaPresse
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